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Solare, gli Stati Uniti puntano sull’India contro la Cina

Ricoh

Gli Stati Uniti vorrebbero che l’India puntasse sulla produzione di celle fotovoltaiche perovskitiche: si tratta di una tecnologia per il solare molto promettente, che potrebbe ridurre la dipendenza dalla Cina

Il ministro dell’Energia americano, Dan Brouillette, ha dichiarato recentemente che l’India è “in una posizione perfetta per diventare una potenziale produttrice” di celle fotovoltaiche perovskitiche.

COSA SONO LE CELLE PEROVSKITICHE

Le celle fotovoltaiche sono quei dispositivi che compongono i pannelli e che permettono di convertire in elettricità l’energia della luce solare. Le celle perovskitiche si differenziano da quelle “classiche” (di solito al silicio) per l’utilizzo di un diverso materiale assorbente e per la maggiore efficienza ed economicità. Si tratta perciò di una delle tecnologie per il solare che ha attirato maggiore interesse, ma la sua affermazione a livello commerciale dipenderà sia dal miglioramento dei livelli di efficienza che dall’abbassamento dei costi di produzione.

COSA FANNO (E DICONO) GLI STATI UNITI

Gli Stati Uniti stanno conducendo delle ricerche sulle celle perovskitiche presso il Laboratorio nazionale per le energie rinnovabili, in Colorado.

Il ministro Brouillette, durante il suo intervento alla conferenza sull’energia CERAWeek, ha detto che si tratta di una “tecnologia che vogliamo condividere con l’India. Pensiamo che sia meglio che sia realizzata qui che in altre parti del mondo”. “Di recente, con questa pandemia, abbiamo visto che sono emersi dei problemi legati alle catene di approvvigionamento con paesi come la Cina. E in alcuni casi siamo diventati eccessivamente dipendenti da un solo paese”.

La Cina è nettamente la maggiore produttrice di pannelli fotovoltaici al mondo: l’anno scorso, ad esempio, ha concentrato il 70 per cento della produzione globale. L’America vuole evitare che la transizione verso le rinnovabili possa aumentare il capitale geopolitico di Pechino e la sua influenza internazionale.

PERCHÉ L’INDIA

L’India ha intenzione di portare la propria capacità da fonti rinnovabili a 175 gigawatt entro il 2022, puntando principalmente sull’energia solare. Dipende però fortemente – per oltre l’80 per cento – dalle importazioni di celle e moduli fotovoltaici dalla Cina; vorrebbe potenziare la produzione domestica, ma sta incontrando delle difficoltà.

Ultimamente gli Stati Uniti stanno spingendo per rafforzare i rapporti strategici con l’India in modo da bilanciare la crescita della Cina nella regione. Se è vero che le tensioni tra Nuova Delhi e Pechino stanno crescendo, e assieme a queste i timori per l’assertività cinese, è altrettanto vero che l’India non vuole allinearsi perfettamente a Washington per non compromettere gli importanti legami commerciali con il vicino.

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Marco Dell'Aguzzo

Giornalista, si occupa di esteri, energia e geopolitica, con un’attenzione particolare per il Messico e il Canada.

Scrive su “Energia Oltre”, oltre a collaborare con “IL – Il maschile del Sole 24 ORE”, “Aspenia online”, “Start Magazine” ed “eastwest”. A volte è ospite a Radio3 Mondo (Rai Radio 3).

Su Twitter è @marcodellaguzzo.

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