Sostenibilità

Taglio incentivi GSE, rinnovabili ed end of waste: Governo pone fiducia su dl crisi aziendali

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Confermate le norme su End of Waste e taglio incentivi rinnovabili per il Gse introdotte nel passaggio in commissione al Senato. Criticità riscontrate da Utilitalia e FISE Assoambiente

Arriva la prima questione di fiducia in Parlamento per il governo Conte bis: l’esecutivo, tramite, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Inca’, ha posto la questione di fiducia nell’Aula del Senato sul maxi-emendamento interamente sostitutivo del Dl su rider e crisi aziendali che di fatto corrisponde, per larga parte, al testo approvato dalle commissioni Industria e Lavoro di Palazzo Madama, con due norme importanti per il settore energia e ambiente con le disposizioni in materia di incentivi alle rinnovabili ed End of Waste.

LA NORMA SULLE RINNOVABILI

La disposizione consente al Gse di tagliare gli incentivi ai procedimenti giurisdizionali pendenti nonché di quelli non definiti con sentenza passata in giudicato. La proposta di modifica va a incedere sul decreto legislativo del 2011 sull’attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili e in particolare su Controlli e sanzioni in materia di incentivi spettanti al Gse. L’erogazione di incentivi nel settore elettrico e termico, di competenza del Gse, è subordinata infatti alla verifica dei dati forniti dai soggetti responsabili che presentano istanza. La norma attuale prevede che se il Gse riscontra delle irregolarità in impianti di produzione di energia rinnovabile possono esserci dei tagli dal 20 all’80% con pene ridotte di terzo in caso di denuncia spontanea. L’emendamento prevede una decurtazione di tali incentivi fra il 10 e il 50% e pene ridotte della metà.

La proposta di modifica prevede una decurtazione di tali incentivi per gli impianti rinnovabili “realizzati e in esercizio oggetto di procedimenti amministrativi in corso e, su richiesta dell’interessato, a quelli definiti con provvedimenti del GSE di decadenza dagli incentivi, oggetto di procedimenti giurisdizionali pendenti nonché di quelli non definiti con sentenza passata in giudicato alla data di entrata in vigore della legge di conversione” del decreto. In questo caso la richiesta dell’interessato, spiega la proposta di modifica “equivale ad acquiescenza alla violazione contestata dal GSE nonché a rinuncia all’azione”. Queste disposizioni non si applicava poi qualora “la condotta dell’operatore che ha determinato il provvedimento di decadenza del GSE è oggetto di procedimento e processo penale in corso, ovvero concluso con sentenza di condanna anche non definitiva”.

IL TESTO NEL MAXI-EMENDAMENTO

LA NORMA SULL’END OF WASTE

La proposta va incontro alle numerose richieste delle aziende del settore dell’End of Waste e dovrebbe consentire l’operatività delle autorizzazioni regionali caso per caso sulla base dei nuovi criteri europei, facendo salve le autorizzazioni esistenti e abrogando la norma introdotta con la legge “sblocca cantieri” che stava mettendo in crisi il settore. In sostanza Le Regioni, seguendo criteri ben precisi, potranno rilasciare o rinnovare autorizzazioni alla “cessazione della qualifica di rifiuto”, “in mancanza di criteri specifici” nel rispetto di quanto stabilito nell’articolo 6 della Direttiva 98/2008/CE, ossia la Direttiva Quadro sui rifiuti. Le autorità competenti al rilascio delle autorizzazioni End of Waste dovranno comunicare all’Ispra i nuovi provvedimenti adottati, riesaminati o rinnovati entro dieci giorni dalla notifica al soggetto che ha presentato istanza e l’Ispra o l’Arpa che può essere delegata, una volta ricevuta la comunicazione, dovrà verificare a campione, e in contraddittorio con l’interessato se è tutto apposto. Le procedure di controllo sulle richieste di autorizzazioni dovrebbero concludersi massimo entro 135 giorni. Le autorità competenti potranno disporre anche la revoca della autorizzazione e, in caso di inadempienza, il ministero dell’Ambiete potrà sostituirle da un commissario. Per assicurare lo svolgimento delle attività istruttorie vengono stanziati 200mila euro all’anno dal 2020 al 2024 per la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc al ministero dell’Ambiente. L’emendamento istituisce anche un registro nazionale delle autorizzazioni rilasciate. Con cadenza annuale Ispra redige una relazione tecnica sulle verifiche e i controllo effettuati nell’anno: inoltre è istituito presso il ministero dell’Ambiente un registro nazionale per la raccolta delle autorizzazioni rilasciate

UTILITALIA E FISE ASSOAMBIENTE: SBLOCCATO END OF WASTE MA INTRODOTTA UNA PROCEDURA CAOTICA SUI CONTROLLI SUCCESSIVI

“L’emendamento approvato dal Senato – sottolineano in una nota Utilitalia e FISE Assoambiente – consente di superare il blocco operativo generato dalla sentenza del Consiglio di Stato Sentenza n. 1229/2018 e dalla norma introdotta con la legge “Sblocca cantieri” (Legge 55 del 2019, n. 55 di conversione con modificazioni del DL 18 aprile 2019, n. 32), riavviando, in linea con le disposizioni europee, i procedimenti autorizzativi End of Waste rilasciati caso per caso a livello regionale (o provinciale quando delegate) per quelle tipologie di rifiuti che non dispongono di riferimenti normativi europei o nazionali. Al contempo lo stesso emendamento introduce un nuovo profilo di criticità legato alla nuova e stratificata procedura di “controlli sui controlli” che non solo è avviata su base discrezionale (non sono riportati criteri), ma dimentica ogni obiettivo di efficienza e semplificazione, getta un’alea di incertezza dell’atto amministrativo (ignorando le competenze già esistenti sul territorio) ed inoltre, dal momento in cui viene avviato il controllo, l’impresa deve attendere per l’esito finale anche 325 giorni ed oltre”. Per assicurare “le migliori condizioni per lo sviluppo di un efficace modello di economia circolare, auspichiamo che tale criticità sia quanto prima oggetto di attenta valutazione al fine di garantire uno snellimento delle procedure burocratiche e la certezza dei titoli autorizzativi rilasciati dalle Autorità competenti, in particolare semplificando le varie fasi di controllo che sono previste su più livelli e riducendo i tempi della procedura di controllo successivi, considerati i diversi livelli di verifica e consultazione avviati già in fase autorizzativa, al fine di ridurre l’incertezza per gli operatori del settore”, concludono Utilitalia e FISE Assoambiente.

IL TESTO NEL MAXI-EMENDAMENTO