Energie del futuro

Tap, il sigillo di Mattarella e i benefici del gasdotto

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Tap si farà, da oggi è ufficiale: lo  ha detto il Ministro degli Esteri Moavero e ribadito il Presidente della Repubblica Mattarella, entrambi in viaggio in Azerbajian per incontrare il Presidente Iiham Alieyev

Vi ricordate quando vi abbiamo annunciato che il ministro del Sud Barbara Lezzi (eletta in quota No TAP) stava cambiando idea sul gasdotto e per giustificare la marcia indietro del governo rispetto agli impegni presi dai 5s col suo elettorato, ha detto “valuteremo attentamente costi benefici?”.

8 miliardi.

Il rapporto costi benefici è stato valutato, e a tanto ammonta: 8 miliardi.

La cifra è trapelata questa mattina attraverso il Ministro degli esteri Moavero. Questa è la penale monstre che l’Italia dovrebbe pagare al Consorzio in caso di recesso. Oltre ovviamente ai costi geopolitici che comporta il rendersi autonomi rispetto alla Russia. E per questo che il Governo ha deciso che Tap si fa.

La notizia che vi avevamo dato in anteprima svelandovi l’approvazione concessa ma tenuta segreta dal nuovo governo, era gia ufficiosa: il finanziamento di 500 milioni della Bers (banca europea partecipata dal governo italiano) approvato qualche giorno fa dal ministero dell’Economia.

Oggi è diventata ufficiale. Lo ha detto il Ministro degli Esteri Moavero. Poi il sigillo ce l’ha messo Mattarella.
Entrambi erano a Baku, in viaggio in Azerbajian per incontrare il Presidente Iiham Alieyev.

“Il gasdotto Tap? L’impegno comune è quello di portarlo a termine” cosi Mattarella nel comunicato del Quirinale a seguito del colloquio con il Presidente azero durante la seconda tappa del suo viaggio istituzionale nel Caucaso: “abbiamo parlato del nostro partenariato in materia commerciale che poggia su basi solidissime, soprattutto in campo energetico, nell’ambito del quale alcune importanti aziende italiane si sono conquistate qui un grande consenso e una ottima reputazione. In questa cornice si inserisce il comune impegno a portare a compimento il Tap che dovrebbe portare il gas dell’Azerbaijan fino in Puglia attraverso un corridoio meridionale che interessa anche Georgia, Turchia, Grecia e Albania. Dobbiamo utilizzare appieno il potenziale economico che si sviluppa lungo la direttrice Caspio-Mar Nero-Mediterraneo. Una rotta strategica per la diversificazione degli approvvigionamenti energetici diretti in Europa e per lo sviluppo di nuove vie commerciali intercontinentali, che possano fungere da volano per una crescita condivisa e di lungo periodo”.

Non una moral issues quella del Presidente della Repubblica, non un monito di Mattarella, ma appunto solo un sigillo.

Visto che accanto a lui a Baku c’era anche il Ministro degli Esteri Moavero che ha confermato: “Tap è un’opera estremamente importante. Rappresenta un modo per diversificare la dipendenza dai fornitori. Per il Governo l’opera è importante anche perchè il gas è più pulito di petrolio e carbone. Quindi la partecipazione italiana al progetto viene mantenuta. Le preoccupazioni della popolazione locale circa l’impatto ambientale dell’opera saranno prese in carico dal Mise. Abbiamo chiesto a Dimaio che se ne faccia carico con un dialogo trasparente e non di facciata. Con maggiore trasparenza e venendo incontro alle preoccupazioni della gente credo si possa arrivare a risultato”.
Non fatevi spaventare da questa postilla. E’ doverosa per un governo che è stato eletto su un programma elettorale opposto.

È’ la stessa postilla che Di Maio ha utilizzato per Ilva: “Chiuderemo la trattativa con Mittal in cambio di maggiori impegni occupazionali e ambientali”.

Per un partito che deve la sua fortuna a una campagna elettorale decennale al sud solo su no tap e no ilva (come al nord su no tav) e che è arrivato al Governo con quel mandato elettorale, una postilla è il modo per cercare di tenere calmo l’elettorato che a Taranto come a Melendugno in queste ore insorge.

Perché ora che il partito di protesta è diventato partito di governo, anche il No è diventato un Si.

Quindi basterà espiantare (e subito reimpiantare, perché cosi è sempre stato) un ulivo di meno per il cantiere tap, e magari un nanogrammo di diossina in meno per il sito ilva, e i progetti dei governi precedenti proseguiranno speditamente.

È’ bastato l’annuncio di Moavero stamattina per far salire le quote di Snam (che detiene il 20% di Tap) a Piazza Affari a metà seduta: l’azione della società che gestisce la rete nazionale del gas ha segna un rialzo dello 0,38% e riportandosi a 3,65 euro.