Territori

Tap: superato anche l’ultimo intoppo

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Il Comitato Via del ministero dell’Ambiente ha escluso la Valutazione di impatto ambientale per quanto riguarda la variante al progetto originario sul Tap della posa a mare della condotta.

Era l’ultimo intoppo per l’avvio del gasdotto. Ma ora è crollato anche questo. Il Comitato Via del ministero dell’Ambiente ha escluso la Valutazione di impatto ambientale per quanto riguarda la variante al progetto originario della posa a mare della condotta.

ESCLUSA LA VIA SULLA VARIANTE

La verifica di assoggettabilità era stata chiesta dallo stesso Consorzio, che aveva ritirato e nuovamente depositato la documentazione iniziale relativa a una possibile interferenza tra l’infrastruttura e alcune costruzioni marine. Il comitato ministeriale per le Valutazioni di impatto ambientale ha quindi valutato in linea con le prescrizioni iniziali il progetto rivisitato e corretto da Tap, che durante i lavori aveva scoperto dei coralli vicini al tracciato.

I tecnici del Consorzio procederanno con le biocostruzioni a mare attuando un metodo simili a quello operato con gli ulivi: parti di scoglio, spugne, concrezioni biologiche, coralligeni verranno temporaneamente spostati e “parcheggiati” sul fondale marino a distanza dal corridoio di posa della condotta; solo a lavori ultimati torneranno al loro posto, “e lo stesso tubo favorirà attorno a sé la formazione di un habitat favorevole alle biocostruzioni”

II “temporaneo asilo” delle biocostruzioni – dichiarano i tecnici – è un metodo già sperimentato all’Isola del Giglio, dove naufragò la Costa Concordia: in entrambi i lavori sono affidati a Giandomenico Ardizzone, biologo della Sapienza di Roma.

IL SINDACO POTÌ “DELUSO” VALUTA AZIONI LEGALI

Il sindaco di Melendugno Marco Potì, da sempre schierato contro l’opera, si dice “deluso e amareggiato”. Per il primo cittadino, infatti, “è la resa di uno Stato davanti ad una multinazionale”. L’Amministrazione di Melendugno sta anche valutando, con i propri legali, come opporsi alla decisione del Ministero dell’Ambiente.

INTANTO I LAVORI VANNO AVANTI

Intanto, al largo di San Foca (a circa 800 metri dalla costa) proseguono i lavori a mare. Un braccio meccanico lungo una ventina di metri, posto su una chiatta, raggiunge i fondali e pre leva quei materiali di ghiaia, utilizzati per la stabilizzazione e definiti «materassi». Su quella piattaforma lavorano, 24 persone, avvicendandosi in due turni da 12 ore ciascuno, salvo quando le condizioni meteo peggiorano e non consentano di operare. A un chilometro dalla costa, dovranno estrarre la talpa che, partendo dalla campagna di San Basilio, lo scorso inverno ha svuotato il tunnel nel quale dovrà essere immesso il gasdotto, arrivando in mare, senza però riemergere. Si scaverà una trincea di circa venti metri a ridosso del punto di uscita del microtunnel, lo stretto necessario per tirare fuori la talpa che è lunga 18 metri, agganciarla alla nave della società lussemburghese Jan De Nul e portarla a rimorchio nel porto di Brindisi Per far ciò, la Capitaneria ha interdetto lo specchio acqueo a pesca, balneazione e navigazione da oggi e fino al 31 gennaio prossimo.

“Il mezzo navale che sarà impiegato – spiega il Consorzio – è dotato di gambe auto sollevabili e provvederà a recuperare i singoli strati di materiali nell’ordine inverso a quello con cui furono posati tra novembre e dicembre 2018, in linea con quanto previsto dalle relative autorizzazioni Parallelamente a questa attività, si avvierà una intensa fase di monitoraggi ambientali”. Una equipe di biologi marini controllerà i livelli di torbidità dell’acqua assicurando la copertura del monitoraggio 24 ore su 24; un’altra imbarcazione sarà impegnata, durante il giorno, nell’osservazione dei mammiferi marini. Il personale tecnico-scientifico coinvolto in queste attività farà capo a una nave appoggio sulla quale sarà attivo anche il monitoraggio acustico dei mammiferi stessi. Successivamente entrerà in gioco la nave Castoro sei: la posatubi stenderà i primi metri di condotta in acciaio e si allontanerà progressivamente verso l’Albania, in contemporanea un argano nei pressi del pozzo di spinta tirerà su il tubo (saldato a bordo) per i 1.540 metri del microtunnel, fino all’imboccatura del pozzo di spinta per la connessione alla tratta interrata.

La fase 2, che precede l’infilaggio della condotta nel tunnel, il varo off-shore e i lavori di ripristino, dovrebbe invece concludersi nel prossimo mese di febbraio. La prossima estate non ci sarà più nulla dell’attuale cantiere. Ma l’inverno dopo arriverà il gas.

AL VIA IMMISSIONE GAS IN GRECIA

Gas che Tap la scorsa settimana ha già iniziato a immettere nella sezione del gasdotto tra il fiume Maritza (Evros) e la stazione di compressione di Kipoi, in Grecia. Si tratta dell’avvio della fase di collaudo del gasdotto che verificherà la sicurezza dell’infrastruttura e la sua piena conformità agli standard operativi e di sicurezza nazionali e internazionali. L’immissione di metano nel gasdotto – spiega Tap in una nota – è un altro fondamentale passaggio per l’inizio delle consegne in Europa del gas del giacimento di Shah Deniz II. L’inizio dei flussi commerciali di gas attraverso Tap è previsto per ottobre 2020.

Non a caso è uno dei progetti considerati di interesse comune europeo dalla Commissione Ue. Bruxelles lo ha infatti inserito in un elenco di 151 iniziative di particolare rilevanza per l’Unione. Un elenco che «riflette – scrive in una nota la Commissione europea – l’importanza delle infrastrutture per l’Unione energetica e rappresenta un bilanciamento fra i suoi obiettivi: sostenibilità, accessibilità e sicurezza delle forniture». In tutto sono sei i progetti che coinvolgono l’Italia e quattro quelli che riguardano il Mezzogiorno, di cui tre in Puglia: oltre al Tap, ci sono il gasdotto fra Gela e Malta, il gasdotto Poseidon fra Grecia e Italia con approdo a Otranto, e la pipeline pugliese Matagiola-Massafra.