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CARTELLO STOP CARO BOLLETTE

Tre miliardi per il decreto Energia, fuori spalma incentivi e cartolarizzazione oneri

In arrivo il decreto energia in Consiglio dei ministri la prossima settimana. Prevede l’abbassamento delle bollette dell’energia elettrica e del gas per circa 2,5-3 miliardi di euro. I beneficiari famiglie e Pmi

Il Dl Energia sembra ormai a un passo. Nell’ultima versione salterebbero lo “spalma incentivi” e la cartolarizzazione degli oneri generali di sistema perché avrebbero comportato un aumento del debito pubblico.

RIDUZIONE DEL COSTO DEL GAS

Il perno del provvedimento è la riduzione del costo del gas utilizzato per la generazione di energia elettrica, in modo tale da abbattere il prezzo di quest’ultima più che proporzionalmente facendo leva sul sistema del prezzo marginale. Come riporta Il Foglio sarebbero due gli interventi che andranno ad agire su questo aspetto. Il primo riguarda la sterilizzazione del differenziale tra il Ttf (l’indice di riferimento per il gas scambiato a livello europeo) e il Psv (il prezzo sulla Borsa italiana). Questo valore si aggira normalmente attorno ai 3 euro/MWh, anche se nelle scorse settimane ha raggiunto picchi superiori ai 5-6 euro.

Si starebbe ragionando anche sullo spostamento sulla bolletta elettrica di alcuni oneri gravanti sul gas. Trasferire quindi una parte dei costi accessori legati al gas naturale dalla bolletta del gas a quella della luce. Tali misure richiedono un finanziamento che il governo sembrerebbe voler coprire con una parte del gettito della vendita di circa due miliardi di metri cubi di gas attualmente disponibili da Snam e Gse e, forse, alcune risorse derivanti dalle quote di CO2. Ma l’operazione presenterebbe dei rischi che potrebbero non superare l’avallo di Bruxelles.

RAFFORZAMENTO DEL “GAS RELEASE”

Un altro altro articolo del decreto dovrebbe rafforzare la “gas release”. Tale meccanismo prevede il rilascio di permessi per lo sfruttamento delle riserve nazionali (prevalentemente nell’Adriatico) purché i volumi aggiuntivi siano ceduti, a prezzi calmierati, alle imprese energivore e sostenere la competitività industriale.

DISACCOPPIAMENTO

Il governo punta al “disaccoppiamento”, che separa il prezzo dell’elettricità da quello del gas. In realtà sembrerebbe però un’estensione dell’attuale bacheca per i Ppa (contratti di lungo termine a prezzo predefinito) tra produttori rinnovabili e Pmi, con una garanzia pubblica. Queste politiche potrebbero garantire benefici per chi vi prende parte, ma non necessariamente per il sistema nel suo complesso. Infine, sono previsti un potenziamento del bonus per le famiglie a basso reddito e un intervento tecnico sulla saturazione virtuale della rete, per consentire a Terna di smaltire in modo più efficiente le centinaia di migliaia di richieste di connessione di nuovi impianti rinnovabili.

I DUBBI DELL’OSSERVATORIO ITALIANO SULLA POVERTA’ ENERGETICA

Studi dell’Osservatorio italiano sulla povertà energetica sembrano indicare che il bonus vada a chi non ne ha bisogno, senza necessariamente raggiungere chi ce l’avrebbe. Perché non si prende di petto il grande tema degli oneri, ragionando su un trasferimento progressivo e strutturale sulla fiscalità generale? Domanda Il Foglio. Che propone di destinare a tal fine l’intero gettito delle aste per la CO2, oggi impiegato per la riduzione del debito pubblico e per un rivolo opaco di spese teoricamente finalizzate all’ambiente. Sarebbe meglio limare le rendite: politicamente più complesso, ma tecnicamente più logico ed economicamente più rilevante.

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