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Trivelle, domani Question Time con Cingolani: risponderà a interrogazione M5s sul Pitesai

Cingolani

I pentastellati sollecitano il ministro Cingolani a chiare le intenzioni del dicastero dopo la scadenza dei termini per l’approvazione lo scorso 30 settembre

Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani sarà chiamato domani a rispondere in Aula, nel corso del Question time della Camera, sul PiTESAI, il Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee il cui termine di adozione è scaduto lo scorso 30 settembre. A chiamarlo in causa un’interrogazione presentata dal Movimento 5 Stelle (Maraia, Daga, Deiana, Sut, D’Ippolito, Di Lauro, Cillis, Licatini, Micillo, Terzoni, Traversi, Varrica, e Zolezzi i firmatari) per chiedere al titolare del dicastero di Via Cristoforo Colombo le iniziative che intende assumere “al fine di pervenire alla sollecita pubblicazione del PiTESAI e se, a tal fine, non ritenga opportuno semplificarne l’iter di approvazione valutando la possibilità che nell’ambito delle aree individuate come idonee siano mantenute esclusivamente le attività di prospezione e ricerca in essere, in linea con la decisione già perseguita da altri paesi europei di interrompere le nuove prospezioni e in coerenza con gli obiettivi della COP 26, anticipati nella riunione parlamentare pre-COP26”.

TERMINE 30 SETTEMBRE OGGETTI DI RIPETUTE PROROGHE

Il termine del 30 settembre, hanno infatti sottolineato i deputati M5s all’interno del testo “è stato oggetto di ripetute proroghe per consentire la compiuta predisposizione del Piano e lo svolgimento della valutazione ambientale strategica”, senza tralasciare che “per effetto della mancata adozione del Piano è venuta meno la moratoria prevista dal medesimo decreto e la conseguente interruzione di tutte le attività di prospezione e ricerca in corso di esecuzione”.

AD OGGI IL PIANO NON ALL’ODG DELLA CONFERENZA UNIFICATA

Non solo. “Ad oggi il Piano non risulta all’ODG della Conferenza unificata che dovrebbe pervenire all’intesa nel termine di sessanta giorni dalla prima seduta e, in seconda convocazione, nel termine di ulteriori centoventi giorni, decorsi i quali, in assenza dell’intesa, il Piano verrebbe approvato solo con riferimento alle aree marine, con il conseguente rischio di veder vanificato il lavoro sin qui svolto e disattese le finalità di tutela sottese a tale strumento di pianificazione e regolazione”, chiariscono i pentastellati ricordando che la riunione parlamentare pre-Cop26 tenutasi nei giorni scorsi a Roma ha espresso “posizioni risolute da parte di molti Paesi in merito all’abbandono dei combustibili fossili” che unite alle “ingenti risorse previste nel PNRR” per la decarbonizzazione richiederebbe “anche da parte del nostro Paese un aggiornamento della posizione assunta con riferimento alle attività di prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi, considerato anche l’esito incerto della Conferenza unificata e l’attuale stato di deregolamentazione conseguente alla scadenza dei termini per l’adozione del PiTESAI”.

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