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Mercati energia UE 2025

Ue, i prezzi del gas invertono la rotta: calo del 24% nel secondo trimestre 2025 grazie al record di Gnl

La produzione fotovoltaica raggiunge il picco storico di 98 TWh, mentre le vendite di auto elettriche segnano un nuovo primato con una quota di mercato del 23%.

Nel secondo trimestre del 2025, i mercati del gas e dell’elettricità dell’Unione Europea hanno mostrato una decisa inversione di tendenza, orientandosi verso una stabilità e una prevedibilità che mancavano dall’inizio del 2024. Secondo quanto emerge dai nuovi rapporti trimestrali pubblicati oggi dalla Commissione Europea, i prezzi all’ingrosso del metano sono diminuiti del 24% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, assestandosi su una media di 35 €/MWh. Questo sensibile allentamento della pressione sui listini, sebbene i valori restino superiori del 10% rispetto allo stesso periodo del 2024, è stato innescato da un massiccio incremento delle importazioni di gas naturale liquefatto (GNL), da una domanda contenuta e dalle temperature miti che hanno caratterizzato l’inizio della stagione estiva.

INVERSIONE DI TENDENZA E DINAMICHE DEI PREZZI AL DETTAGLIO

Il raffreddamento dei prezzi all’ingrosso ha finalmente prodotto effetti tangibili anche sui mercati al dettaglio. Dopo tre trimestri consecutivi di rincari, il costo del gas per i consumatori finali ha interrotto la sua corsa, registrando una flessione del 2% su base trimestrale e del 9% su base annua. In termini numerici, si è passati dai 111,4 €/MWh registrati nel mese di aprile ai 108,7 €/MWh di giugno. Parallelamente, il consumo complessivo di gas nell’Unione ha segnato una riduzione del 2% rispetto al secondo trimestre del 2024. Questo dato conferma una stabilizzazione della domanda su livelli strutturalmente inferiori rispetto alla media storica precedente al 2020, un fenomeno favorito sia dalla conclusione della stagione del riscaldamento sia dalla crescente penetrazione delle fonti rinnovabili nel mix energetico europeo.

IMPORTAZIONI RECORD DI GNL E IL NUOVO ASSETTO DEI FORNITORI

La strategia europea di diversificazione ha toccato nuovi vertici tra aprile e giugno 2025. I volumi complessivi di gas importati sono saliti a 75 miliardi di metri cubi (bcm), con un aumento dell’8% rispetto all’anno precedente. Il vero motore di questa crescita è stato il GNL, che ha raggiunto il volume record di 35 bcm, segnando un balzo del 37% su base annua e rappresentando ormai il 46% del totale delle importazioni. In questo nuovo scenario, la Norvegia si conferma il principale partner commerciale dell’Unione, fornendo il 30% del gas totale (22 bcm). Sul fronte del GNL, gli Stati Uniti mantengono la leadership coprendo il 58% della domanda europea (20,3 bcm), seguiti a distanza dalla Russia (14%) e dal Qatar (8%). Di contro, le forniture via gasdotto hanno mostrato una flessione del 9% annuo, risentendo principalmente dell’interruzione dei flussi russi attraverso l’Ucraina e della contrazione delle importazioni dal Nord Africa.

CROLLO DELLE FORNITURE RUSSE E STATO DEGLI STOCCAGGI

Il disimpegno energetico da Mosca ha subito un’ulteriore accelerazione nel corso del trimestre. Le importazioni totali di gas russo (gasdotto e GNL) sono crollate del 29% rispetto al secondo trimestre del 2024, portando la quota di mercato del Cremlino in Europa ad appena il 12%, contro il 18% dell’anno precedente. Il dato più eclatante riguarda il gas trasportato via tubo, i cui volumi si sono letteralmente dimezzati (-50% su base annua). Anche l’export russo di GNL ha mostrato segni di stanchezza, flettendo del 3% rispetto al trimestre precedente. Per quanto riguarda la sicurezza degli approvvigionamenti, i livelli di stoccaggio hanno concluso la stagione fredda con una giacenza inferiore del 30% rispetto al biennio precedente, mantenendosi tuttavia su valori più solidi rispetto alle annate critiche 2020 e 2021.

RECORD PER IL FOTOVOLTAICO E ANALISI DEL MIX ELETTRICO

Sul fronte della generazione elettrica, il rapporto evidenzia una performance straordinaria dell’energia solare, che ha raggiunto il record storico di 98 TWh per un secondo trimestre, crescendo del 20%. Questa spinta ha permesso di mantenere stabile al 52% la quota complessiva delle rinnovabili nel mix elettrico europeo, nonostante una forte contrazione della produzione idroelettrica, calata del 17% dopo i livelli eccezionali del 2024. Discorso analogo per l’eolico: la lieve crescita dell’onshore (+3%) non è bastata a compensare il calo del 6% dell’offshore. In flessione anche il nucleare (-2%), mentre la quota dei combustibili fossili è salita marginalmente al 25%. Queste dinamiche, influenzate dai prezzi del gas ancora elevati su base annua, hanno causato un lieve rincaro dell’elettricità rispetto al 2024, sebbene i prezzi siano rimasti sensibilmente inferiori a quelli registrati nel primo trimestre del 2025.

STABILITÀ DEI CONSUMI E VARIAZIONI DEI PREZZI AL DETTAGLIO

La domanda di energia elettrica nell’Unione è rimasta sostanzialmente piatta (+0,4% rispetto al 2024), restando ancora del 6% inferiore ai livelli medi pre-crisi del periodo 2015-2019. Tuttavia, la geografia dei consumi appare frammentata: 17 Stati membri hanno registrato una crescita della domanda, mentre i restanti sono rimasti stabili o in calo. Nelle capitali dell’Ue, i prezzi al dettaglio per le famiglie sono aumentati mediamente del 3% (246 €/MWh). Questo incremento non è dovuto al costo dell’energia in sé, che è anzi diminuito, ma al peso crescente delle tasse e degli oneri di rete. Le disparità nazionali restano profonde: mentre in Austria, Lussemburgo e Polonia si sono verificati aumenti a doppia cifra, paesi come Slovenia, Estonia e Francia hanno beneficiato di riduzioni significative grazie a costi energetici più contenuti.

BOOM STORICO PER LA MOBILITÀ ELETTRICA NELL’UNIONE

L’ultimo capitolo dei rapporti trimestrali sancisce un successo senza precedenti per la transizione nei trasporti. Nel secondo trimestre del 2025 sono stati venduti oltre 720.000 nuovi veicoli elettrici, segnando un aumento del 30% rispetto all’anno precedente. Oggi, quasi un’autovettura su quattro venduta nell’Ue (il 23%) è elettrica, una quota che supera di oltre il doppio il dato registrato negli Stati Uniti (10%). La penetrazione di mercato è trainata dai paesi del Nord e dal Benelux: in Svezia la quota ha raggiunto il 62%, seguita da Danimarca (60%), Finlandia (54%) e Paesi Bassi (52%), mercati dove ormai la maggioranza assoluta dei consumatori sceglie modelli a batteria o ibridi plug-in.

New Quarterly Report on European Gas Markets Q2 2025

New Quarterly Report on European Electricity markets Q2 2025

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