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Ue, lavori in corso sulla Carbon Border Tax

Co2

Nel pomeriggio il commissario all’Economia Paolo Gentiloni ha invece ospitato una tavola rotonda con gli stakeholder del settore sulla carbon border tax.

È partito poco fa al Parlamento europeo il dibattito sulla proposta di risoluzione riguardante il futuro meccanismo di adeguamento dei dazi doganali alle frontiere basato sulle emissioni CO2 dei prodotti.

GENTILONI: BENE SCAMBIARE OPINIONI CON INDUSTRIA, SINDACATI E ONG

Nel pomeriggio il commissario all’Economia Paolo Gentiloni ha invece ospitato una tavola rotonda con gli stakeholder del settore sulla carbon border tax. “Molto utile scambiare opinioni con l’industria, i sindacati,e le Ong mentre continuiamo a preparare questa proposta chiave per il EUGreenDEal”, ha twittato Gentiloni.

Come ha evidenziato in una nota il Parlamento europeo “mentre l’industria europea fatica a riprendersi dalla crisi del Covid-19 e dalla pressione economica dovuta alle importazioni a basso costo dai partner commerciali, l’Ue sta cercando di onorare i suoi impegni climatici, mantenendo i posti di lavoro e le catene di produzione a casa. Gli sforzi dell’Ue per ridurre la sua impronta di carbonio nell’ambito del Green Deal europeo e diventare sostenibile in modo resiliente e climaticamente neutro entro il 2050, potrebbero essere indeboliti da paesi meno ambiziosi dal punto di vista climatico. Per mitigare questo problema, l’Ue proporrà un meccanismo di adeguamento alle frontiere del carbonio (CBAM), che applica una tassa sul carbonio sulle importazioni di determinati beni”. Le proposte degli eurodeputati dovrebbero arrivare durante la prima sessione plenaria di marzo.

COSA CHIEDE IL PARLAMENTO

Il nuovo meccanismo dovrebbe allinearsi alle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio e incoraggiare la decarbonizzazione delle industrie dell’UE e non UE. Diventerà inoltre parte della futura strategia industriale europea. Secondo gli eurodeputati, entro il 2023, il meccanismo di carbon border tax dovrebbe coprire i settori dell’industria energetica e ad alta intensità energetica, che rappresentano il 94% delle emissioni industriali dell’Ue e continuano a ricevere sostanziali stanziamenti gratuiti. Il nuovo meccanismo, hanno evidenziato gli europarlamentari, ha come unico scopo quello di perseguire obiettivi climatici e condizioni di parità a livello globale, e non essere utilizzato come strumento per aumentare il protezionismo”.

Il Parlamento Ue sostiene inoltre anche la proposta della Commissione europea di utilizzare le entrate generate dal meccanismo come nuove risorse proprie per il bilancio dell’Ue e chiedono alla Commissione di garantire la piena trasparenza sull’uso di tali entrate. La Commissione dovrebbe presentare la sua proposta sul nuovo meccanismo nel secondo trimestre del 2021.

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