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Usa inaugurano impianto Gnl in Lousiana, la Ue pronta a essere inondata di gas americano

L’Unione europea dispone di capacità di import di gas naturale liquefatto ben sviluppata, ma è pronta a fare di più in Croazia, Grecia, Polonia

Per l’ambasciatore Usa presso la Ue Gordon Sondland l’inaugurazione del nuovo terminal per l’export di gas naturale liquefatto da 10 miliardi di dollari realizzato in Lousiana dalla Cameron Lng è l’inizio della fine della roccaforte russa nel settore. Un impianto “per promuovere le esportazioni di gas” e “l’indipendenza energetica americana”, comel’ ha definitio il presidente Donald Trump durante il discorso di battesimo

LA FINE DELLA ROCCAFORTE RUSSA?

Secondo l’ambasciatore Usa, la Russia ha ancora una roccaforte nelle forniture di gas naturale all’Europa occidentale ma le nuove infrastrutture “sono l’inizio della fine di questa roccaforte”, ha riferito Ansa sottolineando che sull’Air Force One era presente anche il vice presidente della commissione europea per l’energia Maros Sefcovic, secondo cui i Paesi europei “importano circa il 35% del totale dell’export americano di gas naturale liquefatto, e presto saranno in grado di importarne di più”.

I TERMINAL GNL EUROPEI CRESCONO

Tra gli sviluppi più recenti vi sono la firma di un accordo di finanziamento tra il governo polacco e la società Polskie LNG per l’estensione del terminale di gas naturale liquefatto a Świnoujście, nella Polonia nordoccidentale sulla costa del Mar Baltico, il 24 aprile. L’Ue ha investito quasi 128 milioni di euro del Fondo europeo di sviluppo regionale per l’ampliamento di questo terminale, che si aggiungono ai 224 milioni di euro già investiti nel precedente periodo di finanziamento. La decisione finale di investimento del terminale Gnl sull’isola di Krk in Croazia nel gennaio 2019 (l’Ue ha contribuito con un totale di 124 milioni di euro (di cui 108 milioni di euro per il terminale e 16 milioni di euro per il gasdotto di evacuazione). E lo sviluppo della capacità in Grecia, Spagna, Irlanda, Svezia e Cipro. L’Ue stima che entro il 2022 tutti gli Stati membri (tranne Malta e Cipro) avranno accesso a tre fonti di gas e 23 Stati membri avranno accesso al mercato globale del Gnl.

LA GERMANIA NON SI ACCONTENTA DEL NORD STREAM 2

Anche Berlino ha accettato di investire in due nuovi impianti di rigassificazione Gnl, malgrado l’avvio del Nord Stream 2, per i quali sono in competizione tre siti: Wilhelmshaven, Brunsbuettel e Stade. Al pari dell’Italia che da sempre sconta un prezzo dell’energia superiore a quello europeo per diverse ragioni – strutturali, liquidità del mercato, tasse – anche in Germania l’Energiewende ha notevolmente aumentato la bolletta per i tedeschi, ora tra le più alte dell’Ue. E questo ha ampliato la necessità di gas naturale a basso costo per evitare ulteriori aumenti dei prezzi. Naturalmente il combustibile russo fornito tramite gasdotto è più economico del Gnl. Nonostante ciò però, gli impianti di Gnl potrebbero comunque avvantaggiare i clienti tedeschi. L’introduzione del Gnl, secondo alcuni analisti, potrebbe fungere da tetto ai prezzi che il gigante russo del gas potrebbe fissare per il suo combustibile aggiungendo flessibilità al mercato anche nei futuri negoziati con Gazprom.

IL TERMINAL DI REVITHOUSSA HUB PER LA REGIONE DEL MEDITERRANEO SUDORIENTALE

gnlIn Grecia, il terzo serbatoio sul terminal Gnl di Revithoussa, un’isoletta vicino ad Atene, aumenterà la capacità di stoccaggio totale del 73% a 225.000 metri cubi e aumenterà il tasso di gassificazione del 40%, consentendo alla Grecia di ricevere carichi di Gnl più grandi. “Revithoussa è ora un hub vantaggioso nella regione del Mediterraneo sudorientale per il gas naturale”, ha detto il ministro dell’Energia George Stathakis recentemente.

 

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