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Verbund acquista gasdotti in Austria per trasportare l’idrogeno

Gasdotti Idrogeno

La versatilità dell’idrogeno sta anche nel fatto che può essere distribuito attraverso i gasdotti per il gas naturale

Verbund è il più grande fornitore di energia elettrica in Austria e una delle utility “più verdi” di tutta l’Europa, come scrive Bloomberg: genera infatti circa il id90 per cento dell’elettricità dall’energia idroelettrica.

COSA HA FATTO VERBUND

Eppure Verbund quest’anno ha deciso di acquistare una grande rete di gasdotti. Una decisione che ha lasciato perplessi anche alcuni analisti e che in effetti si distanzia parecchio dalle mosse delle aziende rivali: mentre le utility italiane o tedesche hanno investito in progetti di energia “verde” – cioè a zero emissioni di gas serra – in tutta Europa, Verbund ha scelto di puntare sulle infrastrutture austriache per i combustibili fossili.

A settembre l’azienda ha per l’appunto speso 271 milioni di euro per acquisire una quota del 51 per cento in Gas Connect Austria, che gestisce una rete di gasdotti lunga circa 900 chilometri nel paese. L’acquisizione ha reso di colpo Verbund un attore importante nel mercato del gas dell’Europa centrale.

IL RUOLO DELL’IDROGENO

Michael Strugl, che nel 2021 diventerà il nuovo amministratore delegato di Verbund, ha spiegato che l’investimento si spiega con le buone prospettive future dell’idrogeno.

Si sta parlando molto, infatti, dell’idrogeno – in particolare di quello verde, ottenuto a partire da fonti rinnovabili – come di una fonte di energia pulita fondamentale per il successo della transizione energetica. L’idrogeno è innanzitutto versatile: può essere utilizzato come materia prima, come combustibile o anche come energia-rifugio per compensare l’intermittenza delle fonti rinnovabili. E può rappresentare una soluzione per la decarbonizzazione dei settori più energivori, come quello siderurgico.

A proposito, Verbund sta attualmente conducendo degli studi di fattibilità per l’utilizzo dell’idrogeno verde come combustibile nei processi per la produzione dell’acciaio.

La versatilità dell’idrogeno sta anche nel fatto che può essere distribuito attraverso i gasdotti per il gas naturale. Strugl ha detto che ci sarà bisogno di condotte che colleghino i centri di produzione di idrogeno verde ai centri dalla maggiore domanda energetica, come le zone industriali.

“Connettere la rete del gas e la rete ad alta tensione permetterà di realizzare la transizione energetica. Dovremo produrre grandi volumi di idrogeno verde, ma non possiamo farlo qui in Austria e forse nemmeno nell’Europa centrale”, sostiene Strugl. Che immagina hub di produzione alimentati dall’energia eolica proveniente dai parchi offshore nel nord Europa o dall’energia solare generata da grandi impianti nelle regioni meridionali del continente.

UNA GESTIONE DIVERSA DELLE RETI

Strugl ha detto che le reti elettriche del futuro dovranno essere gestite differentemente da quelle attuali, perché la quota delle fonti rinnovabili intermittenti come l’eolico e il solare sarà maggiore. Un eccesso di generazione potrebbe rendere negativi i prezzi dell’elettricità. L’idrogeno allora, sostiene Strugl, “ci dà la possibilità di utilizzare l’elettricità in eccesso come forma di stoccaggio, che può essere utilizzata in seguito quando i prezzi sono più alti. L’idrogeno verde sarà importante per lo stoccaggio a lungo termine”.

Marco Dell'Aguzzo

Giornalista, si occupa di esteri, energia e geopolitica, con un’attenzione particolare per il Messico e il Canada.

Scrive su “Energia Oltre”, oltre a collaborare con “IL – Il maschile del Sole 24 ORE”, “Aspenia online”, “Start Magazine” ed “eastwest”. A volte è ospite a Radio3 Mondo (Rai Radio 3).

Su Twitter è @marcodellaguzzo.

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