Energie del futuro

Elettricità e gas sono nel futuro della decarbonizzazione Ue

Il presidente di Confindustria Boccia, il numero uno di Arera Bortoni, il presidente di Eurelectric Starace sono tutti concordi nell’affermare l’importanza di tracciare una strada precisa per la transizione energetica al fine di raggiungere gli obiettivi europei

L’Europa si trova nella fase finale di alcune importanti partite ed in prima linea verso la transizione energetica. Ma nel futuro che si sta costruendo è l’elettricità il vettore fondamentale per la decarbonizzazione, insieme al gas che possiede una straordinaria capacità di appoggio al settore elettrico nel passaggio verso fonti di energia completamente sostenibili. Si possono sintetizzare così le conclusioni dell’assemblea di Elettricità Futura, l’associazione delle imprese della filiera elettrica aderenti a Confindustria, dalla quale sono emersi spunti interessanti e alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, il presidente di Eurelectric Francesco Starace e il presidente dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente Guido Bortoni.

SIMONE MORI: ELETTRICITÀ VETTORE FONDAMENTALE PER LA DECARBONIZZAZIONE

“Gli obiettivi che l’Europa ci dà sono ambiziosi, ma ampiamente alla portata del nostro sistema energetico. Di sicuro nel futuro che stiamo costruendo, l’elettricità è il vettore fondamentale per la decarbonizzazione”. Lo ha detto il presidente di Elettricità Futura, Simone Mori, nel discorso di apertura dell’assemblea dell’associazione ricordando come sia stata accolta con grande favore la posizione del
Governo italiano in merito all’incremento del target europeo di produzione da fonti rinnovabili al 2030 dal 27% al 32%. Secondo il presidente di Elettricità Futura è possibile raggiungere questi obiettivi “ma c’è bisogno di alcuni strumenti” che solo il governo può dare: “Chiediamo a tal fine un nuovo disegno di mercato che fornisca da un lato segnali di prezzo stabili per investimenti e disinvestimenti” e “che sia in grado di integrare e promuovere le fonti rinnovabili e convenzionali in un contesto coerente e competitivo, garantendo la sicurezza degli approvvigionamenti”. In particolare ci sono “un paio di provvedimenti a cui mettere mano: il decreto rinnovabili e quello sul capacity market”. Serve “un mercato in cui efficienza energetica non sia paradigma di minori consumi, ma di migliori consumi, attraverso il vettore energetico più efficiente, il nostro. Le imprese elettriche italiane sono pronte – ha precisato Mori -. Siamo coscienti che il nuovo paradigma di riferimento della transizione energetica stia modificando in profondità il funzionamento delle aziende e, di conseguenza, richieda uno sforzo di adattamento nei modelli di professionalità e di relazioni industriali. È per questo che abbiamo cominciato a lavorare, insieme alle organizzazioni sindacali, per capire meglio le conseguenze del cambiamento in atto”.

BORTONI: SERVE COOPERAZIONE TRA ELETTRICITÀ, GAS E TRASPORTI

Dall’Europa sta arrivando il pacchetto energia con un carico di direttive e regolamenti “e certamente questa ondata di riforme verso la decarbonizzazione, pone il sistema italiano di fronte a scelte mai viste. E allora occorre riprendere in mano la Sen 2017 aggiornarla in termini di obiettivi e quantitativi. I nuovi obiettivi di sostenibilità decisi dall’Europa richiedono un cambio di prospettiva strategico: i diversi settori energetici non vanno più pensati come entità separate ma serve un approccio collaborativo tra tutti i comparti. Una cooperazione ‘inedita’ tra energia elettrica e gas che va allargata, sinergicamente, anche al settore dei trasporti da cui può arrivare un contributo alla sostenibilità complessiva”. Lo ha detto Guido Bortoni, presidente di Arera nel suo intervento all’assemblea di Elettricità Futura dopo aver auspicato “che finalmente si possa rinnovare il collegio dell’Autorità” e che “il regolatore possa ripartire con le diverse riforme necessarie nell’interesse del sistema in generale e della transizione energetica. “Occorre un regolatore nel pieno dei poteri – ha sollecitato Bortoni –, la transizione ha bisogno di policy maker e di istituzioni che la supportino, altrimenti non ha le ruote per andare da nessuna parte”.

Gli obiettivi al rialzo di Bruxelles dal 28 al 32% di percentuale delle rinnovabili nel sistema elettrico, invece, “portano a dire che dobbiamo fare un passettino verso la traiettoria dell’obiettivo sul quale abbiamo due possibilità: uno sforzo incredibile nell’installazione di fonti rinnovabili e/o uno sforzo in riduzione di efficienza energetica. Se dovessimo fare solo uno di questi sforzi, solo sulle rinnovabili per esempio, dovremmo raddoppiare il nostro attuale target dal 17 al 32%. Oppure dovremmo fare più efficienza con una decrescita dei consumi. Ovviamente stiamo seguendo una traiettoria mista ma non è per niente meno impegnativa”. Bortoni ha ricordato che le rinnovabili sono di tre tipi, elettriche, termiche e dei trasporti: “In questo ultimo caso se non prendiamo in considerazione un nuovo paradigma di fare trasporti sostenibili lo sforzo che ci viene chiesto non ci porterà a centrare l’obiettivo. Questo settore ha delle potenzialità incredibile con biometano, treni elettrici, mobilità sostenibile. La mia proposta provocatoria è avere un regolatore dei trasporti che abbia come obiettivo anche la sostenibilità”. Per quanto riguarda il settore regolato da Arera, ha concluso Bortoni, ci sono quattro punti da tenere d’occhio: “Efficace celerità del permitting delle fonti rinnovabili sul territorio, immaginare la metamorfosi che il nostro sistema energetico è in grado di ‘smaltire’ man mano che gli imponiamo maggiori quote di rinnovabili, uscire dall’ottica sperimentale degli accumuli che sono al contrario fondamentali. Infine guardare in faccia ai costi eccessivi che queste metamorfosi potrebbero avere rispetto ad altre filiere energetiche che non utilizziamo più”. “Abbiamo una risorsa incredibile nel sistema italiano, importantissima che può aiutare il sistema elettrico e cioè il gas che ha una straordinaria capacità di appoggio a quello elettrico nella transizione energetica. Pensate al Power-to-gas. Per arrivare a centrare questi obiettivi sfidanti occorre dunque un regolatore nel pieno dei poteri e con un respiro di visione”.

BOCCIA: SFIDA DECARBONIZZAZIONE È STRATEGICA

“L’Italia è la seconda manifattura d’ Europa e la questione energetica è dentro la questione industriale”. La transizione energetica “è una chiave per la crescita del Paese, un traino in una idea di un’economia sostenibile che dobbiamo fare proprio come Paese. Inoltre ricordiamoci che siamo un paese senza materie prime, quindi sull’efficienza energetica e sulla transizione energetica ci giochiamo gran parte delle sfide del Paese”. Lo ha detto il presidente, Vincenzo Boccia, intervenendo all’assemblea di Elettricità Futura. “Il tema dell’energia elettrica, della sua produzione e distribuzione nel rispetto dell’ambiente e dei target europei, dello sviluppo sostenibile di tutte le fonti rinnovabili e del risparmio di costo nell’approvvigionamento per il mondo delle imprese, è centrale per Confindustria”. Per questo “Confindustria stessa ritiene che la sfida tecnologica della decarbonizzazione dell’economia sia prioritaria e strategica sul piano della competitività sostenibile dei nostri settori industriali e rappresenti una grande opportunità di sviluppo, nella consapevolezza che si tratta di un impegno alla portata delle nostre ambizioni di Paese all’avanguardia nelle tecnologie e nelle soluzioni”.

STARACE: NOSTRO OBIETTIVO È INVESTIRE IN RINNOVABILI, RIDURRE LE EMISSIONI DI CO2, RENDERE IL SISTEMA ENERGETICO EUROPEO PIÙ RESILIENTE

“L’Europa si trova nella fase finale di alcune importanti partite ed è sempre stata in prima linea verso la transizione energetica.  Nel 2018 saremo alla fine di un percorso importante di due importanti pacchetti che si tramuteranno in direttive entro la fine dell’anno. In Eurolectric abbiamo fatto un grande salto per cambiare la mentalità e la sostenibilità, parte integrante delle imprese elettriche”. Il nostro obiettivo è “aprire le porte al futuro e investire nelle rinnovabili, ridurre le emissioni di Co2 fino ad azzerarle, trasformare il sistema energetico europeo per renderlo più resiliente ed adatto a questi cambiamenti affinché la transizione avvenga senza traumi ma con beneficio per tutti”. Lo ha detto Francesco Starace numero uno di Enel e di Eurelectric nel corso del suo intervento a Elettricità futura citando uno studio Mckinsey secondo cui, quando un sistema elettrico vede aumentare la quantità di rinnovabili, il prezzo decresce e si stabilizza nel tempo e man mano che questi due fenomeni si verificano alcuni settori industriali aumentano il consumo elettrico in un loop virtuoso. starace

“Che succede se decarbonizziamo ed elettrifichiamo in Europa? Secondo i tre scenari al 2050 evidenziati dallo studio ci può essere una piena attuazione dell’accordo di Parigi con un comportamento virtuoso dei consumatori e una regolamentazione che promuova innovazione e sviluppo sulle rinnovabili nel primo caso. Nello scenario 2 le nuove tecnologie di frontiera diventano applicabili dal 2040 con un comportamento del consumatore mainstream a favore dell’energia pulita e una regolamentazione che spinge la policy da quella parte. Nello scenario 3 c’è un’ulteriore avvento massivo di tecnologie ad oggi non commerciali, con un cambio di paradigma dei costi. Cosa avviene in questi 3 scenari? Si vede che la decarbonizzazione europea rispetto al 1990 arriva al 95%, l’elettrificazione al 60% con un’incredibile crescita dell’elettrificazione nei trasporti e il raddoppio negli edifici. C’è una riduzione dei combustibili fossili e un aumento della sicurezza europea che non ha produzione di tali fonti ma è all’avanguardia della rivoluzione energetica. Senza dimenticare l’efficienza energetica. Noi pensiamo che questa deriva arriverà e che lo sviluppo della tecnologia sia ormai scappata di mano in senso positivo”.

SIRI: MASSIMA ATTENZIONE DEL GOVERNO PER INDIVIDUARE LE STRATEGIE MIGLIORI NELL’INTERESSE DI TUTTI

Armando Siri, il neo sottosegretario dei Trasporti e responsabile economico della Lega, ha riassicurato la massima attenzione del Governo per individuare le strategie migliori nell’interesse di tutti: “Siamo al governo con un contratto e nel contratto è ben chiara la necessità di investire il più possibile verso un sistema di energia rinnovabile” Negli ultimi 15 anni, ha sottolineato, “gli incentivi hanno soprattutto favorito gli operatori esteri. Ora bisogna capire come invertire la rotta e sostenere una filiera italiana. Per ora siamo in una fase di ascolto e c’è l’attenzione del governo al massimo livello per individuare le strategie migliori nell’interesse di tutti”.

GIROTTO: IN QUESTI GIORNI STIAMO DECIDENDO LA POLITICA INDUSTRIALE SU RINNOVABILI, EFFICIENZA ENERGETICA E MOBILITÀ

In Europa, ha sottolineato Gianni Girotto, Coordinatore del programma energia del Movimento 5 Stelle, “verranno prese delle decisioni che coinvolgeranno decine di milioni di europei e di italiani. Rinnovabili, efficienza energetica e mobilità sono tre punti enormi su cui verranno prese delle decisioni da qui al 2030. In questi giorni stiamo decidendo la politica industriale in questi tre enormi comparti di tutta l’Europa e i mass media devono parlare di più perché un tema centrale: ambiente ma soprattutto economia e posti di lavoro”.

GIANLUCA BENAMATI (PD): COLPITO QUANDO ESPONENTI DI GOVERNO PARLANO DI TAP DICENDO CHE NON È NECESSARIO PERCHÉ DIMINUISCONO I CONSUMI

“Sono colpito quando esponenti di governo parlano di Tap dicendo che non è necessario perché diminuiscono i consumi”, ha detto Gianluca Benamati (Pd) nel suo intervento all’assemblea. “Dobbiamo creare un modello per aumentare la potenza installata delle rinnovabili semplificando le normative per la sostituzione degli impianti e per aumentare la potenza con un mercato aperto e concorrenziale dell’energia elettrica con il consumatore al centro della scelta – ha aggiunto l’esponente Pd –. Dopo il passo importante fatto alla fine della scorsa legislatura con la Sen, che può essere modificata e migliorata, occorre mettere sostanzialmente il paese in una traiettoria corretta. Perché se sbagliamo traiettoria dobbiamo evitare che il nostro paese perda competitività”.