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Quanto pesa l’embargo Ue al petrolio russo. Report Aie

Iea, Rapporto Sul Petrolio

Cosa dice il nuovo rapporto sul petrolio pubblicato dall’Agenzia. In Ue più greggio Usa e non solo. Fatti, numeri e scenari 

L’Agenzia Internazionale dell’Energia ha pubblicato il suo rapporto mensile sul mercato petrolifero. Tra i punti chiave il generale rallentamento della produzione dovuta (anche) alle restrizioni europee imposte ai danni della Russia. La guerra mossa da Putin in Ucraina ha scatenato, come noto, la reazione del Vecchio Continente anche dal punto di vista della diversificazione delle fonti di riscaldamento.

Se sul gas la strada rimane ancora molto impervia, specie sul fronte della fissazione di un tetto al prezzo del gas (ormai lontano dalle speranze anche di von der Leyen, si veda il suo discorso sullo stato dell’Unione di stamani), più agevole è apparsa la battaglia europea all’Oil russo.

COSA DICE IL RAPPORTO SUL PETROLIO RIGUARDO LA DOMANDA

Se per agosto, stando al report dell’Opec pubblicato ieri, il mese di agosto è stato sinonimo di stabilità in termini di domanda e offerta, diverse sfumature si colgono invece nell’analisi Iea. Che scrive che “la crescita della domanda globale di petrolio continua a rallentare, appesantita dai rinnovati lockdown cinesi e da un continuo rallentamento nell’Ocse”. Il che è “in parte compensato dal passaggio su larga scala dal gas al petrolio, stimato in media di 700 kb/g durante il quarto trimestre del 2022 e il primo del prossimo anno, raddoppiando i dati di dodici mesi fa. Secondo il report, la domanda mondiale di petrolio aumenterà di 2 mb/d nel 2022 e di 2,1 mb/d nel 2023.

RUSSIA: SCENDONO I RICAVI RISPETTO AL PRE-INVASIONE UCRAINA

Guardando nello specifico alla Russia, le export di petrolio hanno fatto sì registrare un aumento “di 220 kb/g in agosto a 7,6 mb/d” ma con un calo di 390 kb/d rispetto ai livelli antecedenti l’invasione di Putin in Ucraina. In termini di ricavi stimati, anche qui si registra una diminuzione pari a 1,2 miliardi di dollari a 17,7 miliardi di dollari. “Le importazioni di petrolio greggio russo nell’UE/Regno Unito sono diminuite di 880 kb/g dall’inizio dell’anno a 1,7 mb/g, mentre le importazioni dagli Stati Uniti sono aumentate di 400 kb/g a 1,6 mb/g”. Salgono, inoltre, anche le importazioni in Europa da Iraq, Norvegia, Guyana e Arabia Saudita.

In generale, questa ridefinizione del rapporto Ue-Russia sul petrolio porterà a una riduzione dell’offerta mondiale di petrolio e prodotti petroliferi di 2,4 milioni di bpd. La carenza da registrare sarà di 1,4 milioni di bpd di petrolio e 1 milione di bpd di prodotti petroliferi dopo l’entrata in vigore delle restrizioni. Che scatteranno a dicembre e a febbraio (sui prodotti), mentre è ancora in discussione il tema del tetto al petrolio di Mosca.

SCORTE IN CALO PER PRELIEVI DALLA CINA

“Le scorte osservate a livello globale sono diminuite di 25,6 mb a luglio a causa di un prelievo delle scorte di greggio in Cina e del petrolio sull’acqua – prosegue il rapporto – nonché delle scorte governative dell’AIE. Le azioni del settore Ocse sono aumentate di 43,1 mb a 2 705 mb, riducendo il deficit rispetto alla media quinquennale a 270,9 mb. I paesi membri dell’AIE hanno rilasciato quasi 180 mb di azioni pubbliche da marzo ad agosto, con oltre 50 mb da consegnare fino a ottobre”.

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