Energie del futuro

L’Australia spinge sui metalli critici per la transizione

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L’Australia è già un produttore importante di litio, nichel e rame. Ma vuole fare di più sulla grafite, il vanadio e le terre rare

Secondo uno studio del governo australiano, minerali come la grafite, il cobalto, il vanadio e le terre rare sono cruciali per lo sviluppo del paese per via del loro utilizzo nella transizione verso le energie pulite.

COSA DICE LO STUDIO

Lo studio – intitolato Outlook for Selected Critical Minerals – afferma infatti che queste risorse svolgeranno un ruolo critico nella trasformazione industriale verso i veicoli elettrici, gli impianti di generazione di energia rinnovabile e i sistemi di accumulo a batteria.

Il rapporto si sofferma su due espressioni, sicurezza economica e affidabilità della filiera, dato che molti governi nel mondo stanno lavorando per ridurre le dipendenze commerciali sui materiali strategici e per mettersi al riparo da eventuali “shock” del mercato.

A CHE PUNTO È L’AUSTRALIA

Come ricorda Argus, l’Australia ha già cementato la sua posizione di primo produttore al mondo di litio da rocce, un metallo essenziale nei catodi delle batterie agli ioni di litio. Ma il paese dispone del potenziale per accrescere la sua partecipazione nei mercati delle terre rare, del cobalto, della grafite e del vanadio.

Il litio, il nichel e il rame possono già esibire una presenza importante nel settore minerario australiano. A differenza però del cobalto, della grafite e delle terre rare, la cui produzione è meno radicata nel paese.

COBALTO E TERRE RARE

L’Australia possiede circa il 19 per cento delle riserve globali di cobalto, di cui è il secondo maggiore produttore: il metallo – utilizzato nelle batterie – viene però solitamente ottenuto come sottoprodotto del nichel.

L’Australia è anche il quarto maggiore produttore al mondo di terre rare (utilizzate nelle batterie e nei magneti), di cui possiede circa il 3,4 per cento delle riserve. La società mineraria Lynas Rare Earths, che estrae le terre rare in Australia ma ne completa la lavorazione in Malaysia, è la più grande azienda produttrice al di fuori della Cina.

LA GRAFITE

Si stima che l’Australia disponga solo del 3 per cento delle risorse mondiali di grafite (utilizzata negli anodi delle batterie), ma il deposito di Siviour nella parte meridionale del paese è il più grande al di fuori dell’Africa.

LA DOMANDA DI EOLICO E BATTERIE

Lo studio del governo australiano stima che l’aumento della generazione da fonti rinnovabili farà crescere la capacità eolica globale del 6 per cento all’anno fino al 2050. Assieme a quest’ultima crescerà anche la domanda di magneti in terre rare, come il neodimio, il praseodimio e il disprosio.

Entro il 2050 la capacità mondiale di accumulo a batterie aumenterà a un tasso annuo dell’8 per cento, stimolando la domanda di vanadio per le batterie di flusso redox. L’Australia è un piccolo produttore di vanadio, benché ne possieda circa il 18 per cento delle riserve.