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Autoconsumo: proposte M5S, Lega e Iv inammissibili

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La Camera ha giudicato inammissibili le proposte sull’autoconsumo durante l’esame degli emendamenti al Milleproroghe

Niente da fare per i tre emendamenti di M5S, Lega e Italia Viva presentati al Milleproroghe che prevedevano la possibilità di attivare l’autoconsumo collettivo da fonti rinnovabili e di realizzare comunità energetiche rinnovabili, secondo quanto previsto dalle direttive europee: la Camera li ha dichiarati inammissibili.

COSA DICE IL SENATORE GIROTTO

Il senatore e presidente della Commissione Industria del Senato Gianni Girotto (M5S) ha già fatto sapere che presenterà ricorso o che comunque il testo sarà riproposto in aula. Girotto è stato uno dei grandi promotori della misura e proprio qualche giorno fa aveva annunciato la proposta di modifica per cancellare i divieti che non rendono possibile tale modalità di consumo.

“Quando questa norma diventerà legge, milioni di cittadini avranno l’opportunità di risparmiare sulla bolletta elettrica, autoproducendosi la corrente elettrica mediante impianti ‘comuni’, vuoi sul tetto di un condominio per coloro che vi vivono, vuoi in qualsiasi altro sito per cittadini che vogliono agire collettivamente formando appunto una ‘Comunità dell’energia’ che si costruisce propri impianti per utilizzarne poi la corrente prodotta”, aveva scritto Girotto su Fb.

COSA PREVEDONO GLI EMENDAMENTI

Sull’autoconsumo la proposta M5S prevede – all’articolo 42 – l’avvio dell’autoconsumo da fonti rinnovabili “ovvero la realizzazione di comunità energetiche rinnovabili” come fase di sperimentazione in attesa delle direttive sul tema che l’Italia dovrà recepire entro quest’anno ed entro il prossimo. A partecipare, in questo caso, sono gli impianti alimentati da rinnovabili “di potenza complessiva non superiore a 200kW” entrati in esercizio dopo la conversione in legge.

Molto simile quella della Lega che, ugualmente, consente di “attivare l’autoconsumo collettivo da fonti rinnovabili ovvero di realizzare comunità energetiche rinnovabili secondo i criteri, le condizioni e le modalità” definiti nell’emendamento: vale a dire rinnovabili “di potenza complessiva non superiore a 200kW”, o nuclei familiari che non devono costituire attività commerciale o professionale principale, deve essere aperta a tutti i consumatori del perimetro “compresi quelli appartanenti a famiglie a basso reddito o vulnerabili”.

Simile anche l’emendamento proposto da Italia Viva, sempre con le medesime finalità di avviare l’autoconsumo nelle more del recepimento europeo. In aggiunta si precisava che i clienti finali “mantengono i loro diritti” incluso quello di “scegliere il proprio venditore” “ferma restando la compensazione operata dal Gse”. Si chiedeva inoltre ad Arera di adottare i provvedimenti necessari affinché “il gestore del sistema di distribuzione e Terna s.p.a. Cooperino per consentire con modalità semplificate l’attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo”.