Fact checking e fake news

Bp, finisce l’era Dudley. A febbraio Looney al comando

Bp

La sostituzione ai vertici di Bp “arriverà a febbraio” in una sorta di ricambio generazionale: “È il terzo capo di aziende del FTSE 100 questa settimana a dimettersi, dopo quelli di Tesco e Imperial Brands”.

Finisce l’era di Bob Dudley alla guida del colosso petrolifero Bp e comincia quella di Bernard Looney, attuale numero uno del business upstream dell’azienda. A dare la notizia è stata la stessa compagnia sottolineando che Dudley lascerà il suo incarico di amministratore delegato il prossimo anno dopo aver guidato l’azienda attraverso un decennio turbolento, traghettando Bp dal crollo seguente al disastro della Deepwater Horizon a una posizione di crescita.

A FEBBRAIO IL CAMBIO DI POLTRONA

La sostituzione, si legge sulla Bbc, “arriverà a febbraio” in una sorta di ricambio generazionale: “È il terzo capo di aziende del FTSE 100 questa settimana a dimettersi, dopo quelli di Tesco e Imperial Brands”.

IL PRESIDENTE LUND: DUDLEY AD NEL PERIODO PIU’ DIFFICILE PER BP

“Helge Lund è stato nominato presidente di BP all’inizio del 2019 e ha dato priorità alla pianificazione successoria” ha evidenziato il Financial Times ricordando che venerdì scorso Lund aveva parlato di Dudley, anticipandone in qualche modo l’uscita: “È stato nominato amministratore delegato probabilmente nel momento più difficile della storia di BP. Ha condotto il recupero dall’incidente della Deepwater Horizon, ha ricostruito BP come azienda più forte e sicura e l’ha aiutata a riapprendere la sua posizione come uno dei leader del settore energetico”.

CHI È BERNARD LOONEY

Looney, invece, è entrato in BP nel 1991 come ingegnere di perforazione e ha lavorato in ruoli operativi nel Mare del Nord, in Vietnam e nel Golfo del Messico. Dopo un periodo in BP Alaska, ha diretto gli uffici degli ex amministratori delegati John Browne e Tony Hayward. Il 49enne cittadino irlandese, gestisce attualmente le attività upstream di BP dal 2016, e ha portato l’azienda in nuovi paesi tra cui Mauritania e Senegal, supervisionando la produzione di 2,6 milioni di barili equivalenti di petrolio e gas al giorno. Avrà uno stipendio annuo di 1,3 milioni di sterline.

PER GLI ANALISTI LOONEY OVVIO SUCCESSORE DI DUDLEY

“Colin Smith, analista di Panmure Gordon, ha detto: ‘Looney è l’ovvio successore di Dudley, anche se l’azienda aveva intrapreso una ricerca esterna, e ci aspettiamo che la sua nomina sia accolta con favore’”, ha spiegato Ft. BP

DUDLEY IN CARICA DAL DISASTRO DELLA DEEPWATER HORIZON NEL 2010

Dudley, che è diventato Ceo di BP il 1 ottobre 2010, succedendo a Tony Hayward, dimessosi dopo il disastro della Deepwater Horizon nel Golfo del Messico, aveva già manifestato, durante alcune discussioni riservate, l’intenzione di ritirarsi dalla carica di numero uno di Bp una volta raggiunta l’età di 65 anni. E al momento ne ha compiuti 64 proprio a metà settembre.

LA TRANSIZIONE ENERGETICA

“Il cambiamento nell’amministratore delegato avviene in un momento in cui BP, come altri gruppi petroliferi e di gas, è sotto una crescente pressione per assumersi la sue responsabilità nel ruolo da giocare nel riscaldamento globale. Gli investitori e gli attivisti ambientali chiedono infatti a BP di investire di più in attività più pulite e di ridurre le emissioni per rispettare l’accordo di Parigi del 2015 sul clima. Lund ha ammesso che è “il momento logico per un cambiamento” e che Looney ha “tutte le qualità giuste per condurci attraverso questa era di trasformazione”, ha riferito Ft.