Scenari

La Cina sta razionando l’elettricità

carbone ripresa marrone

Il blocco alle importazioni di carbone dall’Australia sta causando disagi e danni in Cina, che ora potrebbero aggravarsi a causa delle condizioni meteo

Un insieme di condizioni atmosferiche sfavorevoli potrebbe complicare il soddisfacimento del fabbisogno energetico cinese e indurre il governo ad allentare il suo blocco alle importazioni di carbone dall’Australia, scrive Argus.

MENO PIOGGE

L’agenzia meteorologica cinese ha previsto un clima più secco del normale nei mesi da gennaio a maggio 2021, che potrebbe tradursi in una riduzione della capacità di generazione energetica dall’idroelettrico e in un ancora maggiore dipendenza dalle centrali a carbone.

PIÙ NEVE

Ma la Cina non potrà contare pienamente nemmeno sulla produzione domestica di questo combustibile, a causa di intense nevicate che dovrebbero interessare il nord del paese per gran parte di gennaio. È proprio in questa regione che si concentrano le miniere di carbone, che potrebbero però dover sospendere le attività a causa delle condizioni meteo.

IL CAPODANNO LUNARE

Si immagina poi che alcuni dei produttori di carbone più piccoli possano sospendere i lavori in occasione del capodanno lunare, che si festeggerà dall’11 al 17 febbraio: l’anno scorso avevano interrotto la produzione addirittura un mese prima, anche per dare il tempo agli operai di rientrare dalle famiglie. È probabile però che i produttori minerari più grandi manterranno il loro output, o almeno buona parte, durante il periodo festivo.

IL RAZIONAMENTO DELL’ELETTRICITÀ

Se a tutti questi fattori si somma il blocco – non ufficiale – alle importazioni dall’Australia, la Cina rischia insomma di non avere abbastanza carbone per le sue necessità.

Già adesso la penuria di combustibile ha costretto almeno quattro province cinesi a razionare l’elettricità e ha causato un aumento dei prezzi sul mercato spot.

Il Financial Times ha scritto che nella provincia di Hunan gli uffici delle agenzie governative hanno dovuto dimezzare il consumo di elettricità e che le strade non sono più illuminate di notte. Gli ascensori negli edifici non funzionano e alcune fabbriche hanno ridotto le giornate di lavoro.

Le autorità cinesi, scrive il Financial Times, sono ora chiamate a bilanciare il loro approccio muscolare alla diplomazia con le necessità dell’economia, ripresasi dalla crisi del coronavirus. Le persone intervistate dal quotidiano non sono però sembrate convinte del fatto che il governo possa rimuovere il blocco alle importazioni di carbone australiano, nonostante i disagi e i danni, perché “la politica viene prima” di tutto il resto.