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È possibile affrontare il cambiamento climatico senza rinunciare alla crescita economica? Lo studio Brugel

Clima

La nozione di decrescita per ridurre le emissioni di gas serra appare irrealistica; il disaccoppiamento delle emissioni dalla crescita è in linea di principio possibile, ma richiede sforzi senza precedenti.

Livelli più elevati di attività economica tendono ad andare di pari passo con l’uso aggiuntivo di energia e il consumo di risorse naturali. Poiché i combustibili fossili rappresentano ancora l’80 per cento del mix energetico globale, il consumo di energia rimane strettamente correlato alle emissioni di gas serra e quindi alle condizioni climatiche. È quanto si legge in uno studio di Brugel dal titolo “can Climate change be tackled without ditching economic growth?”.

LO STUDIO

Lo studio esplora se la decarbonizzazione e la crescita economica sono compatibili o se l’economia mondiale ha bisogno di crescere meno per essere in grado di ridurre le emissioni di gas serra abbastanza velocemente da raggiungere lo zero netto nel 2050. “La letteratura fornisce risposte profondamente diverse a questa domanda, con gli studiosi che si posizionano lungo uno spettro che si estende dalla versione più ottimista delle teorie della ‘crescita verde’ alle teorie scettiche della ‘decrescita’”, scrivono i ricercatori di Brugel.

TASSO DI DISACCOPPIAMENTO DAL ‘95 al 2018 SOLO DEL -1,8% ANNUO

“Mentre a livello globale le emissioni di CO2 per unità di PIL sono in calo, il tasso di disaccoppiamento dal 1995 al 2018 è stato solo del -1,8% annuo. Per raggiungere lo zero netto entro il 2050, il tasso dovrebbe accelerare al -8,7%, assumendo le proiezioni di crescita della popolazione e del PIL come date, o di un fattore quasi cinque – sottolinea la ricerca -. Per mantenere la crescita del PIL e della popolazione secondo le loro proiezioni e quindi rifiutare la proposta di decrescita, il disaccoppiamento dovrebbe accelerare enormemente”.

DUE STRADE PER DISACCOPPIARE

“Due strade sono cruciali: ridurre l’intensità energetica della produzione e/o l’intensità delle emissioni di energia. L’enorme caduta del prezzo delle energie rinnovabili fa sperare che il disaccoppiamento possa accelerare. I tassi di disaccoppiamento sono aumentati nell’ultimo decennio e il disaccoppiamento è sostanzialmente più veloce nell’Unione europea. Nell’Ue, stimiamo che il disaccoppiamento debba accelerare solo di un fattore 2,5”, spiegano i ricercatori.

LE CONCLUSIONI

“Non pensiamo che le proposte di decrescita avanzate in letteratura saranno perseguite e quindi ci concentreremo sulle principali sfide che devono essere affrontate per ottenere il disaccoppiamento. Sono necessari sforzi senza precedenti per ottenere una crescita verde. Ma sperare che l’umanità sacrifichi la crescita sembra irrealistico”, ha concluso lo studio.

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