Scenari

I piani di Enbridge su idrocarburi, rinnovabili e idrogeno

navi idrogeno

Nonostante le ambizioni su rinnovabili e idrogeno, Enbridge continuerà però a concentrarsi sul gas naturale

La società canadese di trasporto energetico Enbridge ha intenzione di accedere a forme di incentivi offerte dal governo di Ottawa per entrare nel settore dell’idrogeno e della cattura e stoccaggio del carbonio.

GLI OBIETTIVI DI ENBRIDGE PER LA TRANSIZIONE ENERGETICA

Enbridge è il più grande gestore di oleodotti in tutta l’America del nord, e già da anni investe in progetti per l’energia eolica e solare. L’amministratore delegato Al Monaco ha detto di recente che l’azienda ha intenzione di diventare competitiva nelle nuove tecnologie per la transizione energetica, come appunto la produzione di idrogeno da fonti rinnovabili e la cattura della CO2.

“È tutta una questione di scala”, sostiene Al Monaco. “E per raggiungere la scala, hai bisogno di alcuni investimenti iniziali, e di incentivi iniziali. Ne stiamo discutendo in Canada”.

Enbridge vorrebbe ricevere incentivi simili a quelli previsti negli Stati Uniti nella sezione 45Q dell’Internal Revenue Code, che consistono in crediti dai 35 ai 50 dollari per ogni tonnellata di anidride carbonica sequestrata e stoccata.

NEUTRALITÀ CARBONICA E STANDARD ESG

Nel 2020 Enbridge è stata la prima grande azienda nordamericana del settore petrolifero ad annunciare l’obiettivo di azzeramento delle emissioni nette entro il 2050, come fatto dai produttori europei di idrocarburi. Il settore sta subendo le pressioni degli investitori, che chiedono sforzi maggiori per la riduzione delle emissioni di gas serra, anche quelle non collegate direttamente alle attività di estrazione e trasporto.

A questo proposito, Al Monaco ha detto infatti che “se non sei di prim’ordine negli ESG”, ovvero gli standard finanziari relativi alla sostenibilità ambientale, sociale e di governance, “questo avrà un impatto sul tuo costo di equity”.

Tra gli sforzi di Enbridge per la neutralità carbonica c’è ad esempio la costruzione di impianti ad energia solare per alimentare le stazioni di pompaggio lungo le proprie tubature per il petrolio e il gas. La società investe inoltre in impianti eolici offshore in Europa e in impianti onshore, a terra, negli Stati Uniti. E sta valutando, insieme ai produttori di greggio nelle oil sands, di utilizzare tecnologie di cattura del carbonio.

COSA FA ENBRIDGE SULL’IDROGENO

Ad una centrale nella provincia canadese dell’Ontario, Enbridge utilizza l’elettricità in eccesso, nei momenti di bassa domanda, per produrre idrogeno che può essere successivamente bruciato per produrre energia nei momenti di risalita della richiesta.

L’idrogeno viene considerato un combustibile dalle grandi potenzialità in un contesto di basse emissioni: non emette anidride carbonica ma vapore acque, e permetterebbe di decarbonizzare i processi industriali e le modalità di trasporto non elettrificabili. Realizzare idrogeno davvero pulito però, cioè ricavato da elettricità generata da fonti rinnovabili (si parla di idrogeno “verde”), è ancora molto costoso; produrlo utilizzando il gas naturale (idrogeno “blu”), invece, costa circa sei volte meno.

IL FOCUS RESTA SUGLI IDROCARBURI

Nonostante l’ambizione di diventare un attore più centrale nel mercato delle rinnovabili, il focus di Enbridge continua ad essere sugli idrocarburi, e nello specifico sulla rete per il gas naturale. Al Monaco descrive il gas come una fonte cruciale nella transizione energetica, perché è più pulito del carbone e può permetterne la sostituzione, oltre a poter essere abbinato alle rinnovabili intermittenti come l’eolico e il solare e a venire utilizzato nella produzione di idrogeno blu.