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Federchimica, Assogasliquidi e Anigas: ecco perchè il gas è determinante per Piano energia-clima

consumi

Neutralità tecnologica abbinata ad efficienza ed efficacia delle varie soluzioni di mobilità, allineamento dei prezzi italiani a quelli europei, e stop a “scarico” prezzi di trasporto sui paesi finali.

Non trascurare gli idrocarburi presenti nel sottosuolo nazionale, e nemmeno la soluzione dei carburanti gassosi (CNg, Gpl, Gnl) per quanto riguarda la mobilità sostenibile. Ed evitare di far pagare di più a un mercato a sud rispetto a uno interno che “è un’Europa che non vogliamo”. Sono queste le parole pronunciate dai rappresentati di Federchimica, Assogasliquidi e Anigas in Commissione Attività produttive, della Camera nell’ambito dell’Indagine conoscitiva sulle prospettive di attuazione e di adeguamento della Strategia Energetica Nazionale al Piano Nazionale Energia e Clima per il 2030.

FEDERCHIMICA: CHIEDIAMO CHE IL GAS ABBIA MANTENUTO UN RUOLO IMPORTANTE PER QUESTA TRANSIZIONE ENERGETICA AL 2030

“L’Italia si è data l’obiettivo di uscire dal carbone nel 2025. C’è un costo naturalmente e se noi anticipiamo l’uscita prima del 2030, avremo un aumento dei costi energetici che potrebbe mettere in difficoltà l’industria”, ha evidenziato nel suo intervento Renato Migliora, Responsabile Area Energia e Cambiamenti Climatici di Federchimica. “L’Italia importa petrolio e metano. Abbiamo parecchie risorse nel territorio nazionale ma la strategia non indica se possano essere estratte e andare a creare una base per i consumi del paese e riteniamo questo importante. Tutti noi sappiamo che in questo momento il gas che arriva in Italia arriva dal Nord e secondo noi andrebbe meglio integrata la rete europea con dei corridoi est-ovest – ha aggiunto Migliora -. In Spagna ci sono sei rigassificatori che funzionano al 20%. Un’unione di questi rigassificatori con l’Italia permetterebbe di avere accesso a fonti diversificate di gas probabilmente anche a prezzi inferiori”. Secondo Migliora “il Paese ha delle filiere importanti sui biocarburanti, la trigenerazione e la cogenerazione e la produzione di idrogeno come vettore per lo stoccaggio. In questo momento stiamo puntando molto sulle vetture ibride ma la chimica e i settori a valle non hanno in questo momento la tecnologia disponibile per produrre batterie e lo stoccaggio small scale. Chiediamo che al gas venga mantenuto un ruolo importante per questa transizione energetica al 2030 ma ancora di più al 2050 e chiediamo che ci sia un allineamento dei prezzi perché l’Italia, ricevendo il gas dal Nord dell’Europa, paga un prezzo più alto dei nostri competitor europei”, ha concluso l’esperto di Federchimica.

BENE PNIEC SU GPL E GNL, MA SERVONO MISURE CONCRETE PER FAVORIRNE LO SVILUPPO

Neutralità tecnologica abbinata ad efficienza ed efficacia delle varie soluzioni di mobilità, emissioni di Co2 conteggiate per ogni veicolo sull’intero ciclo vita del veicolo e priorità ai carburanti gassosi, “soluzioni già pronte e disponibili” considerando anche che “nel settore della mobilità a gas l’Italia è un’eccellenza a livello mondiale”, ha sottolineato il Presidente di Assogasliquidi Francesco Franchi ha anzitutto dato una panoramica del settore. Secondo uno studio realizzato da Ernst&Young il settore del GPL contribuisce al PIL nazionale per oltre 2 miliardi di euro, versa allo Stato sotto forma di contribuzione fiscale quasi 600 milioni di euro e conta quasi 27.500 posti di lavoro. Franchi ha inoltre presentato i dati sui consumi registrati nel 2018: sono stati 3,3 milioni le tonnellate di GPL consumate, di cui 1,6 per il settore autotrazione e 1,7 per quello combustione. Le auto a GPL circolanti nel nostro Paese sono oltre 2,3 milioni e i distributori oltre 4.100, presenti in tutto il territorio nazionale. Assogasliquidi ha sottolineato le proprietà di GPL e GNL, due fonti ecologiche, già pronte e disponibili, che possono aiutare il Paese per raggiungere i target di decarbonizzazione e per il miglioramento della qualità dell’aria delle nostre città. Occorrono però delle misure che favoriscano la diffusione del GPL e lo sviluppo del GNL.

NECESSARIE MISURE DI PROMOZIONE PER L’ACQUISTO DI AUTO A GPL

Per quanto riguarda il settore auto, Assogasliquidi ha giudicato positiva la misura indicata nel Piano relativa alla possibilità di introdurre contributi pubblici per interventi di conversione di auto a GPL. I dati mostrano che le auto a benzina ricadono per il 78% nelle classi più inquinanti, da euro 0 a euro 4, per un totale di 14 milioni di auto. Se solo si convertisse a GPL il 50% di questi veicoli, si otterrebbe un vantaggio ambientale e per la salute umana enorme, pari a 1,3 milioni di tonnellate all’anno di CO2 e circa 1.000 tonnellate all’anno di NOx (precursore della formazione di polveri sottili), ha evidenziato l’associazione. Secondo Assogasliquidi servirebbero pertanto misure di promozione per l’acquisto di auto a GPL, misure di premialità sulla tassa automobilistica, accesso alle ZTL e la conferma dell’esclusione dai blocchi del traffico.

SERVE RILEVANTE REVISIONE DEGLI INCENTIVI

Per quanto riguarda il settore termico, Assogasliquidi ritiene che nella definizione del Piano debba essere considerata “la necessità di una rilevante revisione degli incentivi finora concessi per l’acquisto di impianti a biomassa legnosa, a causa delle elevate emissioni prodotte, dimostrate da molti studi scientifici. Riservando, per esempio, il conto termico almeno agli impianti di classe 4 e le detrazioni fiscali per gli impianti con classe pari a 5. In più, bisognerebbe introdurre divieti o limitazioni all’installazione di impianti a biomassa nelle zone più colpite dai problemi di qualità dell’aria e introdurre su questi impianti controlli di manutenzione almeno annuali”.

POSITIVO IL RUOLO ATTRIBUITO AL GNL DAL PIANO

Infine, in materia di GNL, Assogasliquidi ritiene “positivo il ruolo attribuito dal Piano a questa fonte. Al fine di consentirne lo sviluppo, è necessario favorire la realizzazione di infrastrutture di approvvigionamento sul territorio nazionale; introdurre misure per il trasporto stradale pesante – come la conferma degli incentivi per l’acquisto di mezzi a GNL e misure di premialità per l’uso di mezzi pesanti a GNL (esenzione della tassa automobilistica, riduzione dei pedaggi..) – e per il trasporto marittimo, come le norme di defiscalizzazione per la costruzione di depositi e/o distributori di GNL nei porti e tariffe portuali che agevolino l’utilizzo di mezzi marittimi a GNL”.

ANIGAS: NON SPOSTARE I COSTI DI TRANSITO SUI PAESI IN USCITA

“Il gas serve l’82% del paese e il 53% del consumo domestico. Abbiamo l’infrastrutture più sviluppate in Ue. Il gas alimenta un parco macchine di un milione di veicoli, il più grande a livello europeo, quasi il 70%. Il gas produce circa il 48% dell’energia elettrica”, ha detto il presidente di Anigas Massimo Mantovani. Sul piano energia-clima “vediamo due temi principali: il primo riguarda la sicurezza del sistema e il secondo la sostenibilità economica”. Secondo Mantovani occorre “migliorare la competitività in Italia, in termini di prezzo” perché malgrado ci sia stato “un forte aumento della liquidità c’è ancora da fare in Italia rispetto al mercato europeo: la differenza corrisponde al costo logistico per portare il gas dal nord Europa all’Italia. Ne stiamo parlando con l’Autorità”. Secondo il presidente di Anigas “in questi costi di logistica pesa molto il costo di trasporto”. Per esempio in Francia, l’attuale tariffa al punto di interconnessione in exit di Oltingue, dalla Francia verso la Svizzera, è 4 volte quella delle exit verso i consumatori domestici e pesa da sola il 40% del costo della tratta PEG‐ PSV (1,1 euro/MWh su un costo complessivo di circa 2,7 euro /MWh). Ovviamente questo porta tema il problema del sistema regolatorio francese che penalizza l’uscita verso il mercato italiano. Lo stesso potrebbe accadere per la Germania dove è in discussione la riforma della struttura tariffaria del trasporto con spostamento dei corrispettivi sull’exit e impatti sul mercato italiano e sul costo del gas. “Far pagare più a un mercato a sud rispetto a uno interno non è un’Europa che vogliamo”.

IL GAS RAPPRESENTA “IL FATTORE ‘ABILITANTE’ PER UN’ELEVATA PENETRAZIONE DELLE FONTI RINNOVABILI

“Il percorso di decarbonizzazione ipotizzato richiede oggi una revisione del mix della generazione elettrica, nell’ottica già delineata dalla SEN, con l’obiettivo di traguardare al 2025 il phase out del carbone”, si legge nelle slide di Anigas: “Negli ultimi anni, la quota di produzione elettrica da fonti rinnovabili è cresciuta rapidamente e in misura significativa, ma tale incremento ha finito per sostituire l’impiego del gas naturale lasciando invariata la quota di produzione da carbone”. “Oggi, è necessario definire il percorso che conduca il sistema verso un mix più pulito fondato essenzialmente sull’integrazione di rinnovabili e gas per garantire un sistema sicuro, flessibile e con buone prestazioni ambientali”, si legge ancora nelle slide. “L’elevata incidenza delle rinnovabili nel mix energetico (già oggi pari al 36%) richiede un’elevata flessibilità della generazione elettrica programmabile che garantisca sicurezza, affidabilità e stabilità al sistema. Tale flessibilità potrà essere garantita attraverso un mix equilibrato di impianti a gas, accumuli e nuove risorse di flessibilità per la rete”. Il gas rappresenta infatti “il fattore ‘abilitante’ per un’elevata penetrazione delle fonti rinnovabili e la risposta più adeguata sia dal punto di vista ambientale che della sicurezza rispetto agli altri combustibili”. Secondo ANigas occorre dunque “ottimizzare l’impiego del gas naturale nella generazione elettrica”, “rafforzare il ruolo del gas naturale quale risorsa strutturale del sistema elettrico accanto alle rinnovabili”, garantire “la sostenibilità economica dei CCGT, che non possono funzionare unicamente nell’ottica di rappresentare un back‐up di sistema”, avviare “il capacity market” affinché “il mercato dia adeguati segnali di prezzo per promuovere investimenti in impianti rinnovabili e a gas” come “strumento capace di adattarsi a scenari di mercato in evoluzione e di assicurare la selezione della capacità più economica e sostenibile”.

Le memorie depositate di Federchimica

Le memorie depositate di Federchimica

Le memorie depositate di Anigas