Fact checking e fake news

Gas, nelle prossime settimane forniture Gazprom via Ucraina alla normalità

gas

La ragione del drastico calo è che Gazprom aveva concordato con alcuni dei suoi clienti europei nuovi termini per la consegna del gas russo in previsione di una potenziale interruzione dei flussi attraverso l’Ucraina

Le forniture russe di gas attraverso l’Ucraina dovrebbero riprendersi nelle prossime settimane. Nel frattempo Gazprom concluderà le rinegoziazioni con i suoi clienti europei sui punti di consegna per le importazioni russe. A rivelarlo è stata una fonte industriale vicina al dossier a S&P Global Platts.

CALO DRASTICO

Le consegne di gas russo attraverso l’Ucraina sono diminuite drasticamente a gennaio nonostante il nuovo accordo di transito del gas sia entrato in vigore il 1 gennaio. I volumi di transito sono stati in media di soli 65 milioni di metri cubi / giorno il mese scorso, secondo i dati di S&P Global Platts Analytics, nonostante Gazprom abbia concordato volumi per 178 milioni di metri cubi / giorno per il 2020.

TAGLIO IN PREVISIONE DEL MANCATO ACCORDO

La fonte ha affermato che la ragione del drastico calo è che Gazprom ha concordato con alcuni dei suoi clienti europei nuovi termini per la consegna del gas russo in previsione di una potenziale interruzione dei flussi attraverso l’Ucraina in vista della scadenza dell’accordo sul gas del 2009 con Naftogaz.
La maggior parte del gas russo fluisce, quindi, in Europa attraverso l’Ucraina attraversa il punto di interconnessione Velke Kapusany al confine tra Ucraina e Slovacchia che infatti ha visto salire i flussi a 103 milioni di m3 al giorno, secondo Platts Analytics. Per questo è necessaria una rinegoziazione, ha evidenziato la fonte secondo cui la maggior parte sono terminate.

OPAL, EUGAL E YAMAL INTERESSATI

I flussi potrebbero dunque tornare a includere il trasporto di gas a sud dal gasdotto Nord Stream tramite OPAL e il nuovo EUGAL commissionato nell’Europa centrale e orientale o dal corridoio Yamal-Europa.

La fonte ha detto che la motivazione per rinegoziare i contratti è stata quella di “ridurre al minimo il rischio” di interruzione delle forniture di gas russo all’Europa in caso di “mancato accordo” tra Gazprom e Naftogaz.