Sostenibilità

In puglia i No Tap si schierano anche contro il fotovoltaico

no tap fotovoltaico

I No Tap si schierano anche contro i pannelli fotovoltaici. E lo fanno in nome del cambiamento climatico

I No Tap, il movimento salentino nato contro il viadotto che porterà il gas dall’Azerbajan a San Foca, oltre a non volere il gas, ora non vuole neppure il fotovoltaico.

E addirittura lo fa in nome dell’ emergenza climatica, il nuovo mantra degli ambientalisti a la page.

“Salvare il territorio dall’invasione di nuovi insediamenti fotovoltaici dichiarando l’emergenza climatica in tutti i Comuni del Brindisino e a livello di Amministrazione provinciale”. È quanto chiedono i rappresentanti del Movimento No Tap dopo la recente delibera che ha bocciato un impianto fotovoltaico nel Comune di Erchie.

Non si capisce come ma anche il fotovoltaico aumenterebbe la C02 contribuendo ai cambiamenti climatici.

“Nei giorni scorsi – scrivono i No Tap – il Consiglio comunale di Erchie ha deliberato all’unanimità per il parere contrario alla realizzazione del mega impianto fotovoltaico di Masseria Argentoni di 35,5 MW di potenza sviluppato su una superficie di territorio agricolo pari a circa 70 ettari, uno dei 15 progetti presentati agli uffici della Provincia di Brindisi. Pare sia stata la prima delibera di Consiglio comunale adottata rispetto ai Comuni interessati dai 15 progetti di mega impianti di fotovoltaici presentati proprio alla fine agosto alla Provincia di Brindisi che complessivamente interesseranno circa 500 ettari delle campagne del territorio provinciale. Progetti presentati tutti insieme da parte di società del nord per essere sottoposte alle procedure di Valutazione d’impatto ambientale (Via). Nella delibera del Comune di Erchie ci sono importanti e sostanziali motivazioni di carattere specifico, generale e politico che da sole basterebbero a far riflettere l’Ente Provincia sulla concessione di eventuali pareri Via positivi a tutti i progetti presentati”.

“Nella delibera – proseguono i No Tap – si fa esplicito riferimento agli ultimi rapporti ISPRA (Istituto Superiore Per la Ricerca Ambientale) e del SNPA (Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale), Istituti di cui si avvale il MATTM (Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare). Gli Istituti classificano il suolo su cui insistono gli insediamenti fotovoltaici come consumato, sia pure non permanentemente, ma comunque con effetto di perdita di quasi tutti i servizi eco sistemici che avrebbero potuto fornire alle comunità limitrofe. Gli ultimi rapporti ISPRA, nell’evidenziare la gravita del tasso di consumo di suolo in Italia, nella Puglia (terza Regione m Italia) e in particolare nelle province di Lecce e Brindisi, indicano nella costruzione dei parchi fotovoltaici in area agricola uno dei fattori che contribuiscono in maniera importante a determinare tale consumo. I rapporti ISPRA consentono, inoltre, di stimare per ogni ettaro consumato il valore annuale termini economici della perdita dei servizi eco sistemici forniti dal suolo interessato, valore che oscilla fra le decine e le centinaia di migliaia di euro per ettaro l’anno. Anche se a distanza l’uno dall’altro e da altre tipologie di insediamenti energetici come i parchi eolici, la sommatoria di tali effetti dovuti a diversi parchi fotovoltaici insistenti su uno stesso territorio non può essere negata, consistendo un danno, oltre che ecologico, anche economico alla collettività a fronte solo degli utili dei soggetti proponenti detti insediamenti”.

“Sappiamo di cosa parliamo – sottolineano i No Tap – perché abbiamo già vissuto in passato la problematica pericolosa dell’invasione selvaggia nelle campagne salentine di distese di pannelli di silicio e foreste di pale eoliche a cavallo degli anni 2010 e sappiamo anche cosa hanno comportato in termini di devastazione ambientale gli affari speculativi di società molto spesso di dubbia provenienza e intrecciate talvolta agli interessi della criminalità organizzata”.

La priorità è di scongiurare l’ennesima aggressione a un territorio che ha già subito in passato e subisce ancora il feroce attacco delle lobbies della speculazione e della devastazione ambientale in nome del profitto. Ci auguriamo che quanto prima la Provincia deliberi per la dichiarazione di emergenza climatica e che tutti gli altri Comuni della Provincia seguano, così come hanno già fatto Erchie e Torchiarolo».
La dichiarazione di emergenza climatica- secondo i No Tap- aiuta notevolmente a rafforzare il punto politico principale programmatico in funzione di una nuova visione di gestione energetica del territorio e in funzione di un bisogno primario che è quello di riconoscere il diritto umano al clima dei Cittadini.

Rinunciamo al gas perché è una fonte fossile, il petrolio neanche a dirlo, aboliamo il fotovoltaico e l’eolico perché producono cambiamenti climatici(!), pensate allora a quanto aumenta la temperatura usando le candele!