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La Spezia: riconversione a gas della centrale Enel sarà soggetta a Via

civitavecchia

Secondo Enel, mantenere la centrale a gas, anziché chiuderla come si era pensato, ‘non modificherà lo stato di salute degli spezzini’, perché i suoi effetti saranno ‘trascurabili’.

Il processo di riconversione a gas della centrale Enel di La Spezia sarà soggetto a una procedura di “Via”. Lo ha stabilito la commissione ministeriale incaricata del ministero dell’Ambiente, secondo quanto riferisce il Secolo XIX.

SU 11 OSSERVAZIONI 7 CHIEDEVANO LA VIA

“Enel aveva chiesto che il progetto di trasformazione della centrale spezzina da carbone a gas fosse escluso dal percorso di valutazione di impatto ambientale, ritenendolo non necessario. La commissione tecnica del ministero per l’ambiente ha respinto la richiesta di esclusione. Significa che il progetto sarà sottoposto alla ‘Via’. Fra le 11 osservazioni arrivate alla commissione, ben 7 – quelle della Regione, del Comune della Spezia, del Pd comunale e provinciale, del gruppo Per la nostra città, di Greenpeace e Wwf – chiedevano proprio la ‘Via’. Altre sollevavano temi specifici, come i mitilicoltori, preoccupati dal perdurare degli impatti degli scarichi termici della centrale, o il Comune di Arcola, che chiedeva una estensione del perimetro”, si legge sul quotidiano ligure.

PER ENEL EFFETTI TRASCURABILI SULLA SALUTE

“Secondo Enel, mantenere la centrale a gas, anziché chiuderla come si era pensato, ‘non modificherà lo stato di salute degli spezzini’, perché i suoi effetti saranno ‘trascurabili’. Il ministero, pur dando atto che il gas inquina meno del carbone, ha ritenuto comunque ‘necessaria una puntuale analisi’, con una altrettanto ‘puntuale valutazione delle alternative’”.

IL SINDACO RIBADIRA’ IL NO ALLA CENTRALE

“La notizia è stata accolta con soddisfazione da parte del fronte ambientalista e delle istituzioni. Il sindaco Pierluigi Peracchini ha anticipato ieri che ribadirà in sede di ‘Via’ il ‘no’ della comunità spezzina al gas, forte del mandato unanime del consiglio comunale. Giudizio positivo sul parere ministeriale, da parte del giurista ambientale Marco Grondacci, che però se lo aspettava (…)La decisione ministeriale piace ad Italia Viva, che – attraverso Federica Pecunia – chiede che ‘si fermi l’iter del progetto’, e piace al Pd”.