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L’Europa potrebbe tornare al gas russo? Ecco perché sì

Gas

La riduzione delle importazioni di gas dalla Russia è stata un’esigenza dettata dal conflitto in corso, eppure secondo Javier Bals di Bloomberg servirà gas a buon mercato per far rimanere competitive le imprese

La Germania, come l’Italia e altri paesi dell’Ue, hanno praticamente posto fine alla loro dipendenza dal gas russo, nonostante fluiscano ancora circa 35 milioni di metri cubi al giorno attraverso i gasdotti ucraina. La notizia ha fatto esultare alcuni ma altri si sono interrogati sui costi di questa operazione. Per ora il meccanismo funziona. Il problema è che questo tipo di approccio non può funzionare a lungo.

DA DICEMBRE POSSIBILE RIAPERTURA DELL’UE SUL GAS?

Javier Blas di Bloomberg ha infatti sostenuto che l’Europa ricomincerà molto presto ad acquistare il gas russo, presumibilmente a partire da dicembre, notando le evidenti differenze di prezzo tra il gas del gasdotto e il Gnl che arriva da mezzo mondo.

“NON C’È GAS PIU’ ECONOMICO DI QUELLO RUSSO”

“L’Europa probabilmente non tornerà mai più agli stessi contratti a lungo termine del passato con la Russia, e probabilmente avrà bisogno di importare meno gas con il passare del tempo, grazie alle energie rinnovabili”, ha scritto Blas. “Ma se intende mantenere competitive le sue industrie chimiche, alimentari e pesanti, avrà bisogno di gas a buon mercato. E non c’è gas più economico per l’Europa di quello della Russia”.

IL PARALLELO CON L’INVASIONE IRACHENA DEL KUWAIT

Blas ha poi tracciato un parallelo tra la guerra in Ucraina e l’invasione irachena del Kuwait, che non ha posto fine alle esportazioni di petrolio iracheno verso gli Stati Uniti. È un comodo parallelo, anche se la situazione è piuttosto diversa, e non solo perché l’Iraq non era una potenza nucleare quando invase il Kuwait.

UN CONTO DA UN TRILIONE DI EURO FINORA

Al di là della geopolitica, però, non si può trascurare il fatto che il gas russo è il più economico per l’Europa. Il passaggio al Gnl è costato all’Europa più di un trilione di euro, secondo i calcoli di Bloomberg, e sta ancora costando perché mentre i prezzi del gas sono scesi a livelli pre-conflitto – al momento si aggirano attorno ai.. -, non sono, tuttavia, tornati ai livelli del 2021 prima dell’inizio della crisi del gas. E potrebbero non tornarvi mai più se l’Europa dovesse continuare sulla sua strada attuale.

NE È CONVINTO ANCHE IL NUMERO UNO DI QATARENERGY

“Gli europei oggi dicono che non c’è modo di tornare indietro – ha detto questa settimana il capo di QatarEnergy e ministro dell’Energia del Qatar, Saad Sherida al-Kaabi, all’Atlantic Council Energy Forum di Abu Dhabi -. Siamo tutti fortunati ad essere in grado di dimenticare e perdonare. E penso che le cose si aggiusteranno con il tempo… “, ha aggiunto al-Kaabi secondo quanto si legge su CNBC.

FINITA L’ERA DELL’ENERGIA A BASSO COSTO?

Un’affermazione che si lega con quanto detto da Blas: finora, l’economia europea ha prosperato grazie all’energia a basso costo. Togli l’elemento economico dell’equazione energetica e l’economia ne risentirà.

Altro dato: malgrado le economie europee, Germania su tutte, non siano entrate in recessione, rimane il rischio di una delocalizzazione delle grandi imprese all’estero per inseguire costi energetici più bassi. La domanda infatti è: per quanto tempo sarà possibile erogare aiuti di Stato? I costi dell’energia, probabilmente, non caleranno di molto, come ha sottolineato l’amministratore delegato di Equinor in settimana. Parlando alla BBC, Anders Opedal ha affermato di non aspettarsi che i prezzi del gas e dell’elettricità in Europa tornino a dove erano prima della pandemia.

L’Europa, insomma, è alle prese con un ripensamento dell’intero sistema energetico e probabilmente il ricorso alle rinnovabili “dovrà essere accelerato”, ha aggiunto Opedal spiegando che ciò “richiederà un molti investimenti e questi investimenti dovranno essere pagati, quindi presumo che le bollette energetiche potrebbero essere leggermente più alte rispetto al passato, ma non così volatili e alte come quelle di oggi”.

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