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Prezzi alti chiamano il price cap europeo. Il punto di Pistelli (Eni)

Pistelli Eni

Si è svolta in Commissione Industria al Senato l’Audizione informale sull’Atto UE su Sicurezza approvvigionamento e prezzi energia

“L’attuale crisi ha reso evidente che l’accesso all’energia a prezzi accessibili non è affatto scontato”. In Senato, presso la Commissione Industria, ha parlato il Lapo Pistelli – Director Public Affairs di Eni – per fare il punto della situazione energetica dalla prospettiva del Cane a Sei Zampe.

LA SINERGIA TRA GLI ATTORI, ANZITUTTO, PER  LA SICUREZZA ENERGETICA

“Per rimettere il mercato sui giusti binari e accelerare la decarbonizzazione occorre sinergia tra tutti gli attori”, ha proseguito Pistelli. Il quale ha poi elencato i punti chiave del contributo più recente di Eni. Anzitutto, sulla diversificazione e importazione di gas, Eni si è attivata da subito. Oggi contiamo su tante fonti tra cui alcune con cui lavoriamo da decenni”. I paesi coinvolti nel lavoro diplomatico italiano sono tanti. “Algeria, Qatar, Congo, Mozambico, Angola, Egitto”. Utili “per garantire la sicurezza energetica per il paese e per fronteggiare le conseguenze della crisi ucraina con possibilità di interruzioni di forniture”.

GNL, CONTRATTI, PRODUZIONE NAZIONALE

Non solo. “Poi c’è la rigassificazione, su cui possiamo aiutare con volumi del nostro portafoglio”,  ha aggiunto il direttore. “Possiamo sfruttare flessibilità dei contratti esistenti. L’attrattività del Gnl italiano sono le tariffe. E lavoriamo sulla produzione nazionale da incrementare”.

STOCCAGGI, PRICE CAP: LA VIA PER ABBASSARE I PREZZI DELL’ENERGIA E CONTRASTARE MOSCA

“Servono passi avanti però sul fronte autorizzativo, così come sulla semplificazione degli iter per le rinnovabili. Queste possono stabilizzare e ridurre il prezzo energetico per i consumatori. Sull’immediato serve accelerare però sul discorso degli stoccaggi e riuscire a porre un cap europeo. Sul primo punto: serve continuità delle forniture, si sta marciando a passo spedito verso l’obiettivo del 90% dato dalla Commissione Ue e ribadito dall’art. 21 del Dl energia”. Gli stoccaggi sono chiave per la sicurezza degli approvvigionamenti, anche la Germania è in una situazione simile alla nostra.

“MiTE e Arera si sono mossi su questo fronte per mitigare rischi e costi degli operatori. Anche il supporto alla liquidità delle imprese ha aiutato molto. Eni ha raggiunto il livello di stoccaggio dell’ottobre 2021, abbiamo perciò fatto in anticipo i compiti a casa”, ha proseguito Pistelli.

L’UE E L’ITALIA ANCORA CONTRO MOSCA

Il quale ha poi chiosato sui prezzi così: “La volatilità dei prezzi ha raggiunto già prima della guerra livelli molto alti. Il price cap proposto dall’Italia ci trova d’accordo. Una misura solo italiana sarebbe inefficace e insufficiente”. L’obiettivo, ormai lo sappiamo, è contrastare Mosca dopo i ricatti sulle forniture.

Mentre l’Ue ha approvato l’inserimento di gas e nucleare nella tassonomia della transizione, l’Italia e i suoi colossi continuano a fare la voce grossa sull’energia. D’altronde anche i viaggi di Draghi in Turchia e Mattarella in Mozambico hanno detto qualcosa di rilevante in questo senso.

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