Efficienza energetica e innovazione

Rinnovabili Ue superano il carbone nel 2017: è la prima volta

Rinnovabili

L’energia pulita prodotta da vento, sole e biomasse ha per la prima volta erogato più elettricità (30%) del carbone. Con la riduzione dell’idroelettrico e il rialzo dei consumi, le emissioni di Co2 tornano però a salire

Il 2017 passerà alla storia nel settore delle rinnovabili come il primo anno in cui, all’interno dell’Unione europea, si è consumata più energia proveniente da vento, sole e biomasse rispetto a quella prodotta da carbon fossile e lignite. È quanto emerso dal 30esimo rapporto sullo stato della transizione energetica europea dal titolo “Agora Energiewende and Sandbag (2018): The European Power Sector in 2017. State of Affairs and Review of the Current Developments”, preparato da Sandbag e Agora Energiewende, due importanti think thank attivi nel settore della politica energetica di Germania e Regno Unito.

Le rinnovabili raggiungono il 30% della produzione elettrica europea

eolicoIn particolare, le rinnovabili hanno fornito per la prima volta nella storia, il 30% della produzione elettrica europea, contro il 29,8% del 2016. Questo leggero aumento è spiegato, secondo i due think tank, “dal fatto che il forte aumento dell’energia eolica è stato compensato dal calo dell’idroelettrico”. Questo bilanciamento ha fatto sì che ci sia stato solo uno 0,2% di aumento dell’elettricità prodotta dalle energie rinnovabili rispetto al 2016, che ha comunque permesso di superare l’energia prodotta dal carbone. Non considerando la componente idroelettrica, invece, la quota di nuova energia rinnovabile prodotta da eolico, solare e biomasse nel mix elettrico europeo risulta “più che raddoppiata dal 2010”, passando dal 9,7% del 2010 al 20,9% nel 2017, con un aumento medio dell’1,7% ogni anno. “Se continuano a questo ritmo – hanno commentato gli esperti di Agora Energiewende e Sandbag – la quota di energia rinnovabile (compresa quella idroelettrica) arriverà al 50% del mix energetico entro il 2030, il che porterebbe a raggiungere e superare l’attuale obiettivo dell’Unione europea per il 2030 del 27% della domanda finale di energia fornita dalle energie rinnovabili”.

Sul podio Germania e Regno Unito con il 56% delle rinnovabili in tre anni

Complessivamente la produzione di energia rinnovabile è aumentata del 12% lo scorso anno toccando quota 679TWh, trainata, come detto, soprattutto dall’energia eolica che ha registrato un aumento del 19% su base annua. A scandire questo successo l’incremento della capacità installata e le buone condizioni di vento soprattutto in Germania e Regno Unito, che rappresentano i due terzi della crescita. Questi due paesi, infatti, hanno contribuito per il 56% allo sviluppo delle rinnovabili negli ultimi tre anni. Il boom delle biomasse sembra, al contrario, essersi fermato mentre l’energia solare è stata responsabile “solo” del 14% della crescita delle fonti pulite dal 2014 al 2017 con un +8% nell’ultimo anno. Le rinnovabili stanno, quindi, facendo dei progressi enormi se si considera che solo cinque anni fa la produzione di elettricità tramite carbone era più del doppio rispetto a quella realizzata tramite energia eolica, solare e biomasse.

Emissioni di CO2 del settore elettrico europeo “stabili” nel 2017

Nonostante l’aumento dell’energia solare ed eolica, tuttavia, le emissioni di CO2 del settore elettrico europeo non sono diminuite nel 2017, rimanendo stabili a 1.019 milioni di tonnellate. Secondo lo studio Agora Energiewende e Sandbag, infatti, l’energia nucleare in calo (-1% a causa di chiusure di impianti per ragioni di sicurezza) e il crollo dell’idroelettrico (-16% a causa della mancanza di di acqua) combinati con l’aumento della domanda, ha portato nel 2017 ad un aumento della domanda di generazione elettrica tramite combustibili fossili (+ 1,6%) determinando emissioni di CO2 del settore elettrico europeo “stabili”.

L’Italia in buona posizione. Male la Francia

La produzione di energia elettrica da carbon fossile è calata di 3 Twh in Italia rispetto al 2016 mentre quella solare è aumentata di 3 Twh nello stesso periodo. In totale l’energia prodotta da eolico, solare e biomasse ha contribuito nel 2017 al 24% della produzione elettrica nazionale. Tra i grandi paesi è invece la Francia a finire nelle retrovie con una quota del solo 8% dietro a Polonia e Paesi Bassi (15%), Regno Unito (27%), Germania (30%) e Danimarca (74%), oltre che Italia. I transalpini, in particolare, hanno accumulato un ritardo sopratutto nell’energia eolica. Tra il 2010 e il 2017, la produzione di questa fonte è aumentata solo dell’11% a 49 TWh, mentre è più che raddoppiata a livello dell’Ue a 365 TWh, e del 179% in Germania, a 106 Twh. “Pur partendo da molto più lontano (meno di 15 Twh nel 2010), il Regno Unito ha raggiunto la Francia nel 2017 con 49 Twh prodotti dal vento”, hanno sottolineato gli esperti di Agora Energiewende e Sandbag.

Aumentare diffusione rinnovabili e mandare in pensione gli impianti a carbone

I progressi nel settore delle rinnovabili dipendono sempre più dalle storie di successo nell’eolico di Regno Unito e Germania, che è stata fonte di ispirazione. Dimostrano che, se tutti i paesi europei si impegnassero nella transizione energetica, l’obiettivo del 35% di rinnovabili entro il 2030 sarebbe del tutto realizzabile. La diffusione solare, tuttavia, è sorprendentemente bassa e deve aumentare in linea con il massiccio calo dei costi”, ha affermato Matthias Buck, direttore della politica energetica europea di Agora Energiewende. “Con l’aumento del consumo di elettricità per il terzo anno, i paesi devono riconsiderare i loro sforzi in materia di efficienza energetica – ha aggiunto l’analista di Sandbag, Dave Jones. Ma per fare la differenza nelle emissioni, i paesi devono mandare in pensione gli impianti a carbone. Abbiamo stimato che l’anno scorso i 258 impianti a carbone funzionanti in Europa abbiano emesso il 38% di tutte le emissioni nell’ambito del sistema di scambio delle quote di emissione, ovvero il 15% dei gas serra totali dell’Ue. Nel 2017, Paesi Bassi, Italia e Portogallo hanno aggiunto i loro nomi all’elenco dei paesi che procederanno alla graduale eliminazione del carbone. “Questo è grande passo. Abbiamo bisogno dell’eliminazione rapida e completa del carbone in tutta Europa”, ha concluso Jones.