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Cosa fa la Svezia su idrogeno, acciaio verde e batterie

Svezia

Nel nord della Svezia potrebbe innescarsi una trasformazione industriale basata sull’idrogeno, sull’acciaio e sulle batterie

L’Economist scrive che esiste la possibilità di una “rivoluzione industriale” nel Norrland, una delle tre suddivisioni regionali della Svezia: si tratta della parte più a nord del paese, scarsamente popolata ma dotata di riserve abbondanti di energia idroelettrica. È proprio questa fonte di energia – a basso costo e soprattutto rinnovabile – che potrebbe innescare una trasformazione regionale basata sull’idrogeno, sull’acciaio e sulle batterie.

ACCIAIO ECOLOGICO

Gli abitanti del Norrland si dedicano principalmente all’estrazione mineraria, alla selvicoltura, oppure decidono di entrare nell’esercito; le industrie si concentrano nel sud della Svezia. A Lulea però, una città del Norrland, si trova un impianto pilota alimentato a idrogeno dove si produce acciaio “ecologico”, cioè a basso impatto ambientale. SSAB, azienda svedese dell’acciaio, è prossimo a consegnare la prima partita di “acciaio eco” uscito dall’impianto di Lulea. La casa automobilistica svedese Volvo utilizzerà quell’acciaio per costruire dei camion.

L’Economist scrive che l’acciaio rappresenta all’incirca cinque delle sei-sette tonnellate di peso di un camion. E che per ogni tonnellata di acciaio prodotto a partire da combustibili fossili, vengono emesse circa due tonnellate di anidride carbonica nell’atmosfera.

IL RUOLO DELL’IDROGENO

Per ottenere l’acciaio, il minerale di ferro deve essere fuso ad alte temperature e ridotto da ossido di ferro a ferro: il processo prevede solitamente la combustione di fonti fossili, che emettono grandi quantità di anidride carbonica (CO2). Sostituire i combustibili fossili con l’idrogeno permette però di eliminare più del 98 per cento della CO2. E se l’idrogeno viene a sua volta ottenuto da un processo di elettrolisi dell’acqua utilizzando elettricità rinnovabile – utilizzando come fonte l’energia idroelettrica, ad esempio –, l’intero ciclo è a quasi zero emissioni di CO2.

COSA FA NORTHVOLT

Anche Scania, un’altra azienda svedese che produce veicoli, ha intenzione di accedere al potenziale idroelettrico del Norrland. Entro il 2025 vuole arrivare a realizzare 15mila camion elettrici a batteria all’anno, un volume pari al 15 per cento della sua produzione annuale. Per raggiungere l’obiettivo ha puntato su Northvolt, azienda svedese che produce batterie utilizzando l’energia idroelettrica del Norrland.

La fabbrica più grande di Norhvolt si trova nella città di Skelleftea, a circa 130 chilometri a sud-ovest di Lulea. La società vuole costruire qui anche un impianto per il riciclo delle batterie e punta a disporre, entro la fine dell’anno, di una capacità a batterie sufficiente a stoccare 16 gigawattora. Il presidente di Northvolt, Carl-Erik Lagercrantz, ha dichiarato di voler accrescere quella capacità e portarla a 150 gigawattora all’anno. Se riuscirà nel suo intento entro il 2030, scrive l’Economist, Northvolt diventerà l’attore europeo più importante nel settore delle batterie: per quella data l’Unione europea stima infatti di avere una domanda di batterie per 450 gigawattora all’anno.

Lagercrantz ha messo gli occhi anche sul settore dell’acciaio verde. Prendendo ispirazione dall’impianto pilota di SSAB, ha dato il via ad un progetto per la produzione di acciaio con l’idrogeno chiamato H2 Green Steel. Il sito produttivo sarà a Boden, una cittadina a 30 chilometri a nord-ovest di Lulea, e avrà una capacità di 5 milioni di tonnellate di acciaio all’anno entro il 2030. Ogni anno, nell’Unione europea, vengono consumate 90 milioni di tonnellate di acciaio.

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Marco Dell'Aguzzo

Giornalista, si occupa di esteri, energia e geopolitica, con un’attenzione particolare per il Messico e il Canada.

Scrive su “Energia Oltre”, oltre a collaborare con “IL – Il maschile del Sole 24 ORE”, “Aspenia online”, “Start Magazine” ed “eastwest”. A volte è ospite a Radio3 Mondo (Rai Radio 3).

Su Twitter è @marcodellaguzzo.

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