Energie del futuro

Terre rare, record di importazioni della Cina dagli Stati Uniti nel 2020

mongolia interna

Nel 2020 la Cina ha importato 71.407 tonnellate di minerali di terre rare dagli Stati Uniti. Cresciuti gli acquisti anche dal Myanmar

Nel 2020 le importazioni cinesi di minerali di terre rare dagli Stati Uniti sono cresciute del 54 per cento rispetto all’anno prima. Si tratta del livello più alto da quando la Cina ha ricominciato ad acquistare queste materie dall’America, nel 2018.

L’aumento delle importazioni è stato favorito principalmente dalla domanda delle industrie cinesi che producono magneti, sostenuta dalle misure di sostegno offerte dal governo.

I NUMERI

Nel 2020 la Cina ha importato 71.407 tonnellate di minerali di terre rare dagli Stati Uniti. Nel 2019 ne avevano acquistati per 46.149 tonnellate; nel 2018, invece, per 27.567 tonnellate.

Nel 2020 sono cresciuti anche i prezzi medi delle importazioni rispetto all’anno prima: 1.648 dollari per tonnellata, il 26 per cento in più.

Le importazioni dagli Stati Uniti sono state forti particolarmente dal mese di settembre, dopo i minimi toccati ad agosto.

Solo a dicembre 2020, la Cina ha importato 7371 tonnellate di minerali di terre rare dall’America, il 51 per cento in più rispetto ai volumi dell’anno prima (4866 tonnellate).

IL RUOLO DI SHENGHE RESOURCES

Praticamente tutte le importazioni sono state assorbite dall’azienda Shenghe Resources, che si occupa della separazione delle terre rare. Verso la fine di ottobre l’azienda ha ripreso le attività nel suo impianto di separazione di Leshan, che erano state sospese ad agosto a causa di inondazioni.

CRESCIUTE ANCHE LE IMPORTAZIONI DAL MYANMAR

Oltre alle importazioni dagli Stati Uniti, nel 2020 la Cina ha aumentato gli acquisti di minerali di terre rare dal Myanmar: 35.539 tonnellate, il 23 per cento in più su base annua. Anche in questo caso, le importazioni sono state stimolate dalla domanda dell’industria dei magneti.

COSA SONO LE TERRE RARE

Le terre rare sono un gruppo di 17 elementi chimici utilizzati nella fabbricazione di dispositivi elettronici e di veicoli militari, tra le altre cose. Ma sono anche fondamentali per la produzione delle tecnologie per le rinnovabili, come le turbine eoliche, i pannelli fotovoltaici e le batterie.

La sola Cina – sommando la produzione domestica (circa il 60-70 per cento del totale mondiale) agli investimenti fatti nelle miniere all’estero (specialmente in Cile) – concentra nelle sue mani il 95 per cento del mercato globale delle terre rare.

Pochi giorni fa l’ex-segretario di stato americano Mike Pompeo ha scritto un articolo per Foreign Policy sulla necessità di sviluppare filiere sicure per le energie pulite, parlando anche di terre rare e dei rischi legati alla dipendenza dalla Cina, che potrebbe sfruttare la propria dominanza su questo settore come leva geopolitica.