Efficienza energetica e innovazione

Ecco perché calano le vendite delle turbine a gas

La colpa? Di rinnovabili e concorrenza. Mitsubishi Hitachi Power Systems guadagna quote di mercato nella battaglia con GE e Siemens

Le vendite delle turbine per la produzione di energia elettrica attraverso il gas, sono fortemente diminuite negli ultimi tempi a causa della pressione esercitata dalle energie rinnovabili a basso costo ma anche della concorrenza e dovrebbero rimanere deboli per almeno un altro paio di anni.

MERCATO DELLE TURBINE A GAS SEMPRE PIÙ COMPETITIVO

Il gas naturale è considerato il combustibile del futuro per le sue caratteristiche di abbondanza, minori emissioni e prezzi contenuti e questo dovrebbe costituire una spinta nella vendita delle turbine. Mai in realtà il mercato, come racconta il Financial Times, sta diventando sempre più competitivo. Per le turbine più grandi e più avanzate, acquistate dalle società di servizi e da altri produttori di energia, esistono solo tre produttori significativi: General Electric negli Stati Uniti, Siemens in Germania e Mitsubishi Hitachi Power Systems in Giappone. GE è leader di mercato da decenni, ma quest’anno MHPS, che è detenuta al 65% da Mitsubishi Heavy Industries e al 35% da Hitachi, ha riscosso un grande successo, registrando una quota di mercato del 40% nei primi sei mesi del 2018.

GE SI ASPETTA UNA QUOTA DI MERCATO DEL 40% QUEST’ANNO

Il flusso di ordini per le turbine a gas di grandi dimensioni avviene a scatti, quindi non dovrebbe essere letto nell’arco dei dati di un semestre. Tuttavia, i numeri di MHPS sono volati grazie a un colpo messo a segno in Thailandia e annunciato a febbraio. Rob McKeel, chief marketing officer della divisione Power Equipment di GE, ha detto al Financial Times di aspettarsi il raggiungimento del 40% di mercato quest’anno. MHPS è destinata a superare abbondantemente la quota di mercato dell’11 per cento registrata ne 2017, anche se non dovesse vendere una turbina nel resto dell’anno.

NEL 2011 TURBINE VENDUTE A QUOTA 71 GW, QUEST’ANNO 30 GW AL MASSIMO

Il flusso in entrata e in uscita dal mercato è segno di un’intensa concorrenza per la diminuzione del numero di ordini. Nel 2011, i produttori hanno venduto turbine a gas con una capacità di generazione totale di 71,6 gigawatt, secondo McCoy Power Reports. L’anno scorso, il mercato si è attestato su numeri che non hanno raggiunto nemmeno la metà (34.4GW), e quest’anno si prevede che si raggiungeranno i 30GW.

PER LE AZIENDE LA COLPA DEL CALO È DEL MERCATO gas

Per i manager delle aziende leader la colpa è del mercato. John Flannery, amministratore delegato di GE, ha detto agli analisti che non si aspetta “alcun rimbalzo”. Ralf Thomas, Chief Financial Officer di Siemens, ha lanciato un messaggio simile questo mese, dicendo che l’azienda si aspetta per i prossimi due anni un “mercato volatile” con volumi di turbine in ulteriore calo. Lisa Davis, l’amministratore delegato della divisione energetica globale di Siemens con sede a Houston, ha dichiarato che tutti i produttori sono stati schiacciati: “In tutti i settori in cui si registra un eccesso di offerta e un calo della domanda, la concorrenza aumenta inevitabilmente”.

L’ETA DELL’ORO DEL GAS NON È DECOLLATA COME SI PENSAVA

La crisi ha sconvolto molti operatori del settore, non ultimo GE, che ha previsto in una presentazione del marzo 2017 che il mercato dei servizi sarebbe stato in media di circa 40-45 GW all’anno. La prospettiva di una potenziale “età dell’oro del gas”, suggerita dall’Agenzia Internazionale per l’Energia nel 2011, ha ispirato i sogni del settore. Ma alla fine le cose non sono andate interamente in questo modo. Il decollo della produzione di shale gas al di fuori degli Stati Uniti è stato lento e molte economie emergenti con una domanda crescente di elettricità dipendono dalle importazioni di Gnl, che è un combustibile molto più costoso del carbone. Il crollo dei costi dell’energia eolica e solare ha reso più difficile la concorrenza con le centrali a gas. Altre soluzioni per la variabilità dell’energia eolica e solare, tra cui le “centrali elettriche virtuali” costituite da risorse energetiche distribuite su piccola scala e lo stoccaggio di batterie, stanno diventando sempre più competitive. “Ci sarà ancora un mercato per la generazione a gas – ha dichiarato Jamie Webster del Boston Consulting Group -. Anche se potrebbe non essere così emozionante come qualcuno sperava”.

NUMEROSI TAGLI NEL SETTORE

general electricI produttori di turbine si sono adeguati a questa delusione. L’anno scorso Siemens ha dichiarato che avrebbe eliminato 6.900 posti di lavoro in tutto il mondo per mantenere competitiva la sua attività nel settore dell’energia e GE ha annunciato 12.000 tagli. Secondo Bloomberg, nel mese di giugno Siemens avrebbe addirittura preso in considerazione la possibilità di vendere le sue attività nel settore .

IL NUOVO ELDORATO È LA CINA? C’È ANCHE ANSALDO ENERGIA IN PRIMA LINEA

Il nuovo eldorado per le turbine a gas potrebbe essere la Cina, dove la domanda di elettricità è in crescita e il governo è determinato a limitare l’uso del carbone per migliorare la qualità dell’aria. Ira Joseph di S&P Global Platts Analytics ha dichiarato che il paese sta procedendo in una direzione “in cui creare energia dal gas ha senso dal punto di vista commerciale”. Siemens ha firmato un memorandum d’intesa sulla cooperazione tecnologica nelle grandi turbine a gas con la State Power Investment Corporation cinese. Anche Ansaldo Energia, che produce turbine più piccole ed è per il 40 per cento di proprietà di Shanghai Electric, ha un accordo con la State Power Investment Corporation in Cina per lavorare allo sviluppo di modelli più grandi. Stesso discorso per GE che detiene una posizione forte in Cina, dove a gennaio si è aggiudicata un ordine per due grandi turbine, per cui è probabile che il mercato sia altrettanto competitivo.