Scenari

Nel 2020 sono calate le esplorazioni di petrolio

compagnie petrolifere statali

Nel 2020 le acquisizioni di nuove licenze di esplorazione di petrolio da parte delle grandi compagnie occidentali sono scese ai minimi da cinque anni

Stando ai dati diffusi dalla società di consulenza sull’energia Rystad Energy, nel 2020 le principali compagnie petrolifere hanno notevolmente ridotto le attività di ricerca di nuovi giacimenti di fonti fossili. Il motivo è legato innanzitutto alla crisi del coronavirus, che ha causato una riduzione dei prezzi dell’energia – ben noto è il crollo di quelli del petrolio – e costretto le aziende a tagliare le spese.

CALANO LE ACQUISIZIONI DI NUOVE LICENZE ESPLORATIVE

Nel 2020 le acquisizioni di nuove licenze esplorative, sia a terra che offshore, da parte delle principali compagnie petrolifere occidentali – come l’americana ExxonMobil, la nederlandese Royal Dutch Shell e la francese Total – sono scese ai minimi da almeno cinque anni.

IL CROLLO DI BP

Tra tutte quelle prese in considerazione, è la britannica BP ad aver registrato il calo più netto di nuove acquisizioni nel 2020.

Bernard Looney, che è diventato amministratore delegato della compagnia lo scorso febbraio, ha presentato una strategia per ridurre l’output petrolifero della società del 40 per cento entro il 2030. Il distacco dagli idrocarburi è parte di un piano di ripensamento del modello di business di BP, che punta a riposizionarsi al meglio possibile nel nuovo contesto energetico creato dalla transizione verso le fonti rinnovabili.

LA TENUTA DI EXXON

Al contrario, Exxon è stata la società che nel 2020 ha acquisito la maggior superficie di aree dove condurre attività di esplorazione petrolifera, con un focus particolare sull’Angola. Di Exxon si è scritto come di una compagnia in crisi, che continua a puntare sul petrolio e sul gas nonostante i mutamenti in corso nel mercato.

Sull’Angola, ma pure sull’Oman, si è concentrata anche Total, al secondo posto nella classifica di Rystad Energy.

RISCHI PER L’OFFERTA FUTURA?

Reuters riporta la visione di alcuni analisti del settore, che sostengono che il calo nelle attività di esplorazione, e la conseguente riduzione nello sviluppo delle riserve, potrebbe portare ad un calo dell’offerta di petrolio e gas nella seconda metà degli anni 2020.