Scenari

Asia-Pacifico, partnership su cattura e stoccaggio del carbonio

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La partnership verrà lanciata la prossima estate e riunisce Stati Uniti, Giappone, Australia e i dieci paesi membri dell’ASEAN

Il Giappone, gli Stati Uniti, l’Australia e i dieci membri dell’ASEAN (l’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico) stanno formando una partnership per la commercializzazione di tecnologie per la cattura e lo stoccaggio del carbonio, ritenute fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi di azzeramento delle emissioni nette di CO2.

IL CONTESTO REGIONALE

Ad ottobre il primo ministro giapponese, Yoshihide Suga, ha annunciato l’intenzione di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. Lo stesso vuole fare il presidente eletto americano Joe Biden. L’Australia, invece, non si è data un obiettivo simile, e il primo ministro Scott Morrison sostiene di non volersi fare influenzare dalle politiche climatiche dei governi stranieri.

Il Giappone, benché dica di voler puntare sulle fonti rinnovabili e sull’idrogeno, ha comunque intenzione di continuare a generare energia dalle centrali termoelettriche. Le tecnologie per la cattura e lo stoccaggio saranno dunque cruciali per rimuovere le emissioni prodotte da questi impianti, ma non solo: ci sono anche alcuni settori industriali – come quello chimico e siderurgico – particolarmente difficili da “decarbonizzare”.

PERCHÉ PROPRIO IL SUD-EST ASIATICO

La partnership verrà lanciata nell’estate del 2021, ma già entro questo mese si terranno delle trattative preliminari al Vertice dell’Asia orientale.

L’Asia sud-orientale viene considerata una regione particolarmente adatta allo stoccaggio sotterraneo dell’anidride carbonica per via della presenza di tanti giacimenti di gas naturale e petrolio. La pressione sotterranea generata dal deposito della CO2 in un giacimento di gas, infatti, potrebbe favorire le attività estrattive e accrescere i livelli produttivi.

Il primo passo della partnership tra ASEAN, Giappone, Australia e America consisterà proprio nella compilazione di una lista con i migliori siti per lo stoccaggio nel Sud-est asiatico.

Secondo il governo giapponese, nel sottosuolo d’Asia sarebbe possibile “sequestrare” 10 miliardi di tonnellate di anidride carbonica. Vale a dire la quantità di gas serra prodotta dal Giappone – il quinto maggiore emettitore al mondo – in almeno dieci anni.

LE INTENZIONI FUTURE

Una volta terminate le valutazioni sulla capacità di deposito, sugli impatti ambientali e sui costi, i paesi riuniti nella partnership sperano di riuscire a mettere in commercio le tecnologie di cattura e stoccaggio della CO2 prima del 2030.

Il Giappone ha già fatto sapere di voler puntare sull’Indonesia. Gli Stati Uniti, invece, stanno valutando se utilizzare anche in patria le tecnologie implementate prima in Asia.