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Come il pacchetto anti-emissioni divide la politica italiana

Scontri Politici Sul Fit For 55

Dopo il tweet provocatorio alla destra, il segretario Dem riceve l’incalzatura di Carlo Calenda. Domani a Bruxelles si decide sul Fit for 55

Sono giorni caldi nella politica italiana. Come sempre, verrebbe da dire. E sempre con poca qualità, ci sarebbe da aggiungere. Il dibattito in corso in queste ore verte un po’ sul voto del prossimo weekend, tra amministrative e referendum sulla giustizia, e un po’ sul provvedimento europeo del Fit for 55. Si tratta del pacchetto della Commissione UE per attuare il Green deal e ridurre le emissioni di almeno il 55% entro il 2030.

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Un piano ambizioso che si propone di revisionare come mai fatto prima il mercato dell’anidride carbonica dell’UE dal suo lancio, nel 2005. Secondo il piano originale della Commissione Europea – che redige le leggi UE – ciò rafforzerebbe lo schema di riduzione delle emissioni, per i settori che copre, del 61% entro il 2030.

Come ricorda Euractiv in un comodo schema riassuntivo ma altrettanto efficace, il pacchetto ‘Fit for 55’ fu presentato lo scorso luglio dalla Commissione, e si sostanzia di cinque proposte di legge innovative e otto progetti di revisione di norme europee già esistenti. Strategia forestale, meccanismo della carbon tax, Fondo sociale per il clima, ReFuelEU Aviation e FuelEu per uno spazio marittimo europeo più verde: queste le leggi incluse nel provvedimento. Domani a Bruxelles di voterà sulla CBAM, la carbon tax, e sul Fondo sociale. Riguardo gli aggiornamenti, invece, le normative europee interessate nella giornata di mercoledì saranno: EU ETS, la normativa sull’uso del suolo, la revisione del regolamento sulla condivisione degli sforzi, modifiche al regolamento sugli standard di emissione di CO2 per auto e furgoni.

GLI SCONTENTI

Non si sono fatti attendere i commenti preoccupati in ambito europeo riguardo al voto. “Siamo sopraffatti dalle richieste e dalle sollecitazioni delle lobby”. Così, Marie Toussaint, parlamentare di Green EU, riferendosi alle istanze pervenute dai vari portatori di interesse in vista del voto di domani. Ma dal Parlamento europeo il grido di difesa verso ciò che accadrà in aula arriva dalla numero uno, Roberta Metsola: “Questa settimana il parlamento europeo prenderà provvedimenti decisivi per ridurre le emissioni di gas serra” ha scritto domenica, quando si è celebrata la Giornata mondiale dell’Ambiente. Dall’altro lato rispetto al fronte più verde, invece, ci sono gli industriali. EUROFER, Cefic e Cembureau ma anche altre lobby dell’automotive, riporta Policy Maker, hanno scritto per esortare “gli europarlamentari ad opporsi ai piani per interrompere le vendite di auto inquinanti nel 2035, mentre i gruppi aeroportuali mettono in guardia contro le proposte di aumentare i costi della CO2 per i voli”.

TUTTE LE INCORNATE TRA I POLITICI MADE IN ITALY: LA FRECCIATA DI LETTA

Anche nel nostro paese non sono mancate le provocazioni a distanza. Ieri, sul suo profilo Twitter, Enrico Letta avvisava i rivali del centrodestra Matteo Salvini e Giorgia Meloni. “Questa settimana il Parlamento Europeo farà un voto storico. Che peserà sulle future generazioni. Voterà Fitfor55, il piano europeo di riduzione delle emissioni. Noi voteremo SÌ. In nome della sostenibilità. Cosa faranno i partiti di Salvini e di Meloni?”.

LE RISPOSTE DELLA DESTRA

Dal Pd, il coro in favore della linea pro-transizione è stato forte e chiaro. E non solo da queste ore. Allo stesso tempo, non si sono fatte attendere le risposte dalla coalizione capeggiata da Salvini, Meloni e Berlusconi. “Le dichiarazioni di Enrico Letta contro il centrodestra sul pacchetto Fit for 55 sono fuori dalla realtà e rivelano una mentalità anti-impresa che speravamo fosse superata. Basta ideologia. Sostenibilità e rispetto della nostra industria non sono in contrapposizione!” ha punzecchiato oggi nemmeno tanto morbidamente Claudia Porchietto, Vicepresidente Deputati Forza Italia. “Con i danni che il PD ha fatto all’Italia in UE Letta ha ancora il coraggio di parlare. Oggi lo fa sul Fitfor55, una delle aberrazioni verdi che devasterà inutilmente il nostro sistema produttivo. Ancora una volta, come per bailin, ci tengono a mettere la firma”. Così ha scritto Marco Zanni, eurodeputato della Lega. Infine, anche da Fratelli d’Italia non ha tardato la risposta al segretario dem. “Vogliamo tranquillizzare il Pd che il nostro voto di mercoledì sul pacchetto FitFor55 , sarà un voto per tutelare l’ambiente ma anche per tutelare il sistema economico, produttivo e occupazionale italiano ed europeo.”, ha twittato l’eurodeputato meloniano Raffaele Fitto.

NUOVA INCORNATA DI CALENDA

Ma quello che si è delineato in queste ore sul tema del Fit for 55 non è stato solo un classico scontro destra-sinistra. Anche Carlo Calenda, leader di Azione, ha incalzato Enrico Letta. “Occorre che sia chiaro a tutti che se domani il Pd voterà a favore del full electric e contro la neutralità tecnologica, non considerando biocarburanti e impatto su catena di fornitura (dipendenza da batterie cinesi); distruggera’ la filiera automotive/veicoli commerciali”. E ancora, riferendosi al tweet del numero uno del Nazareno: “Questa posizione è priva di qualsiasi razionale che non sia l’ideologia. I governatori e i sindaci del PD non si vengano poi a lamentare delle centinaia di migliaia di posti di lavoro perduti”. Infine: “E non basta votare l’eccezione per Ferrari e Lamborghini per salvare la faccia. La posizione del Governo italiano è giustamente diversa. Attenti perché qui ci facciamo male per davvero. “Siamo green senza spiegare come” ha già provocato disastri”.

Parole molto dure che si inseriscono in un clima politico sempre più da campagna elettorale per ogni questione. D’altronde, le elezioni politiche 2023 sono dietro l’angolo. Oltretutto, l’ex ministro allo Sviluppo economico non è nuovo alle frecciate al fu “Enrico stai sereno”. Insomma, a forza di testate occorrerà vedere chi ne uscirà peggio e chi meglio. Intanto, domani in Europa sarà un’altra giornata cruciale per l’energia.

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