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L’EastMed si farà. Ma l’ultima parola spetta alla Ue

Nell’incontro a Beer Sheva tra i premier di Grecia e Israele, Alexis Tsipras e Benjamin Nethanyau, e del presidente di Cipro, Nicos Anastasiades siglato il patto conclusivo

La quinta volta è quella buona per il via libera all’accordo definitivo tra Grecia, Cipro e Israele sulla realizzazione del gasdotto EastMed, la condotta che dovrebbe portare il gas dei giacimenti del Mediterraneo orientali in Europa.

PRIMA IL VIA LIBERA DELL’UE POI LA FIRMA DEFINITIVA ENTRO IL PRIMO TRIMESTRE 2019

L’intesa intergovernativa è stata raggiunta nell’ambito della quinta riunione trilaterale in corso nella località israeliana di Beer Sheva, alla presenza dei premier di Grecia e Israele, Alexis Tsipras e Benjamin Nethanyau, e del presidente di Cipro, Nicos Anastasiades. L’infrastruttura naturalmente, prima di vedere la luce, dovrà ricevere il semaforo verde della Commissione europea. Per questo la firma conclusiva è attesa entro il primo trimestre del 2019. Come parte dell’intesa, i tre paesi istituiranno un segretariato permanente nella capitale cipriota Nicosia, il cui lavoro sarà quello di coordinare la cooperazione trilaterale.

L’INCONTRO

Per la prima volta ha partecipato alla riunione trilaterale tra i tre governi anche l’ambasciatore statunitense in Israele, Melech Friedman, a dimostrazione del sostegno di Washington al formato e al progetto energetico. L’accordo raggiunto a Beer Sheva include infatti anche elementi relativi alla sicurezza delle infrastrutture energetiche e completa il memorandum d’intesa firmato con Cipro, Grecia e Italia nel dicembre del 2017.

IL GASDOTTO

Il gasdotto, che avrà la capacità di trasportare fino a 20 miliardi di metri cubi di gas all’anno, sarà realizzato da Igi Poseidon e avrà una lunghezza di 2 mila chilometri. L’infrastruttura trasporterà il gas estratto dai giacimenti israeliani e ciprioti nel Levante fino ad Otranto, passando per Creta e Grecia. EastMed prenderà avvio a circa 170 chilometri dalla costa meridionale di Cipro: i primi lavori dovrebbero iniziare nella prima metà del 2019, per concludersi in 5 anni. EastMed dovrebbe, dunque, svolgere un ruolo significativo nel garantire l’approvvigionamento di gas naturale dell’Europa, dato che il fabbisogno annuo dovrebbe aumentare di 100 miliardi di metri cubi entro il 2030.

LA FATTIBILITA’

La realizzazione del gasdotto presenta diverse sfide tecniche, data la profondità marina a cui verrà installata l’opera (per una buona parte offshore). L’Unione Europea, proprio su questo, aveva investito 100 milioni di dollari in uno studio di fattibilità. Studio che ha accertato la difficoltà ma anche la possibilità di costruire il gasdotto.

APPRODO AD OTRANTO

Nel 2011 la società IGI Poseidon ottenne il decreto di autorizzazione unica del ministero dello Sviluppo Economico che approvava il progetto definitivo e autorizzava la costruzione e l’esercizio dell’opera nella città di Otranto. L’ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, nell’aprile del 2017, ha apposto la firma per dire “sì” definitivo al progetto.

I PROBLEMI CON LA TURCHIA

Naturalmente permangono dei problemi, primi fra tutti i rapporti con la vicina Turchia. Nel corso del vertice il primo ministro greco Alexis Tsipras ha invitato la Turchia a rispettare i diritti della Grecia nel Mar Egeo e nel Mediterraneo orientale, cosi’ come quelli di Cipro sulla sua Zona economica esclusiva (Zee). “Abbiamo sottolineato l’esigenza di una soluzione giusta e percorribile per la questione cipriota, a beneficio dei cittadini dell’isola, tramite l’abolizione delle garanzie e il ritiro delle truppe di occupazione”, ha affermato Tsipras su suo profilo Twitter.

SALVINI HA RILANCIATO IL GASDOTTO EASTMED NEI GIORNI SCORSI

gasdottoGià il ministro dell’Interno Matteo Salvini nelle scorse settimane in visita in Israele aveva rilanciato l’idea del gasdotto EastMed in grado di trasportare il gas dai giacimenti del Mediterraneo orientale in Europa, andandosi “ad aggiungere” alle forniture energetiche europee “senza arrecare alcun danno”. “Faccio il ministro e difendo l’interesse nazionale italiano. Avere maggiori forniture di gas e una bolletta più bassa per imprese e famiglie è una priorità. Credo fortemente in questo progetto e conto che vada avanti con partnership e investimenti italiani. Sugli atti e i documenti non c’è alcun tipo di impatto ambientale, quindi non vedo dove possano nascere ostilità politiche, se non pregiudiziali”, le parole del vicepremier.