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L’Asia-Pacifico potrebbe arrivare in anticipo sull’idrogeno

Navi Idrogeno

Mentre l’Australia ambisce a diventare un centro per l’esportazione di idrogeno entro il 2030, Giappone e Corea del sud ne saranno grandi importatori

Secondo S&P Global Platts l’Asia-Pacifico potrebbe iniziare ad esportare idrogeno prima del previsto grazie soprattutto all’Australia, che sta procedendo rapidamente con lo sviluppo delle infrastrutture necessarie. Intanto, anche i paesi dell’Asia settentrionale – potenziali importatori – si stanno dotando di norme per l’utilizzo di questo combustibile.

COSA MANCA ALL’IDROGENO

Ma i partecipanti al primo Asia-Pacific Hydrogen Summit, ieri, hanno ricordato che la regione indopacifica è ancora molto dipendente dal petrolio e dal carbone. Perché l’idrogeno riesca ad affermarsi nei mix energetici dei vari paesi è necessario aumentare i livelli produttivi in modo da far abbassare i costi e sviluppare metodi di trasporto che siano competitivi.

LE ROTTE DEL COMMERCIO ASIATICO

Le prime spedizioni di idrogeno “pulito” potrebbero arrivare entro cinque anni circa. E si prevede che partiranno dall’Australia per dirigersi verso il Giappone e la Corea del sud, due delle economie più importanti dell’area che hanno peraltro già elaborato dei piani per la decarbonizzazione che fanno affidamento anche su questo combustibile.

Se il Giappone e la Corea del sud saranno gli importatori, l’Australia ambisce al contrario a diventare un grande centro per l’esportazione di idrogeno entro il 2030.

L’AMBIZIONE DELL’AUSTRALIA

L’obiettivo del governo di Canberra è produrre idrogeno verde – ottenuto a partire da fonti rinnovabili – ad un costo inferiore ai 2 dollari al chilo. I costi attuali sono molto più alti, tra i 4 e gli 8 dollari al chilo.

Dan van Holst Pellekaan, ministro dell’Energia dello stato dell’Australia meridionale, ha dichiarato all’Asia-Pacific Hydrogen Summit che l’Australia può contare su grandi risorse di energie rinnovabili, sulla disponibilità di terreni liberi dove installare gli impianti, sulla vicinanza geografica all’Asia e su relazioni commerciali già consolidate con molti paesi della regione.

GLI OBIETTIVI DELLA COREA DEL SUD

La Corea del sud ha presentato la sua “tabella di marcia per l’economia dell’idrogeno” già nel 2019.

Chun Soo Kim, vicepresidente della Korea Gas Corporation (l’azienda pubblica sudcoreana di gas naturale), ha detto durante il summit che lo sviluppo di nuove tecnologie sarà cruciale per migliorare la competitività dell’idrogeno e fare sì che possa sostituire più rapidamente i combustibili fossili.

Chun ha aggiunto che la Korea Gas Corporation si sta preparando ad importare idrogeno verde per soddisfare l’aumento della domanda nazionale, specificando però che gli alti costi di costruzione delle infrastrutture rappresentano un problema.

La Korea Gas Corporation ha inoltre intenzione di aumentare la produzione di idrogeno dotandosi di 25 centri in tutta la nazione, investendo anche nella realizzazione di canali di distribuzione. Chun ha anticipato che la società punterà sull’idrogeno liquido perché meno costoso e “relativamente semplice” da trasportare e stoccare.

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Marco Dell'Aguzzo

Giornalista, si occupa di esteri, energia e geopolitica, con un’attenzione particolare per il Messico e il Canada.

Scrive su “Energia Oltre”, oltre a collaborare con “IL – Il maschile del Sole 24 ORE”, “Aspenia online”, “Start Magazine” ed “eastwest”. A volte è ospite a Radio3 Mondo (Rai Radio 3).

Su Twitter è @marcodellaguzzo.

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