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Oggi il Def: il governo corre ai ripari contro il caro energia

Aggiornamento Def

Cosa c’è da sapere in vista del Def che Draghi e Franco presenteranno nel pomeriggio. Ieri l’incontro con il Copasir

Anche oggi sarà un giorno cruciale per l’azione di governo sul fronte dell’energia. Alle 17, infatti, si riunirà il Consiglio dei Ministri per discutere il nuovo Documento di economia e finanza che il governo aveva deciso di anticipare. Al centro, tra l’altro, ci saranno le misure contro il caro energia, una situazione che sta attanagliando famiglie e imprese e che con la guerra ucraina non accenna a sbloccarsi.

Alla riunione seguirà la conferenza stampa in cui il premier Draghi e il ministro Daniele Franco illustreranno i contenuti del testo. Il mese scorso, l’esecutivo aveva annunciato l’anticipo della presentazione, ignorando l’ipotesi di uno scostamento di bilancio.

VERSO IL DEF, CONTRO I RINCARI

Sembrano lontane, ma non troppo, le giornate in cui tutti – a cominciare dal ministro Cingolani – urlavano contro le speculazioni sui prezzi dei carburanti. In generale, però, si può dire che il momento di tensione per famiglie e imprese non è affatto terminato. Anzi. Se da Mosca continuano i ricatti anche sulle forniture, l’Europa e l’Italia continuano a muoversi dal lato delle sanzioni, da ultimo con lo stop al carbone moscovita.

La strada del governo Draghi, come abbiamo scritto lunedì, è doppia. Esterna, quella di spingere sul tetto ai prezzi del gas; interna contro i rincari. Come segnale, si era diffusa l’idea di tagliare per tre mesi di 15 centesimi dei carburanti (tramite l’accisa mobile, di cui avevamo parlato qui) che si autofinanzia con l’iva, e si ragiona su una più corposa rateizzazione delle bollette”.

IL FRONTE EUROPEO DELL’ENERGIA

A proposito del lato europeo: Mario Draghi lunedì sarà ad Algeri per incontrare il presidente Abdelmadjid Tebboune, scrive tra l’altro il Corsera. La visita si inserisce in un contesto di viaggi che già  il  ministro degli Esteri Di Maio ha svolto nelle settimane scorse per lavorare ad approvvigionamenti alternativi a Mosca. Gli errori di legarsi mani e piedi alle forniture russe sono comparsi solo ora, agli occhi di molti, e serve rimediarvi.

DRAGHI AL COPASIR, D’URSO: PIENA COLLABORAZIONE

Lo scenario è in evoluzione e ha prodotto reazioni dal mondo politico. Anche a questo proposito, molto importante e indicativo è stato l’incontro del primo ministro con il Copasir. Secondo il presidente Adolfo Urso c’è stata collaborazione e preoccupazione.

“Nel corso della audizione sono state approfondite tutte le tematiche inerenti la invasione russa in Ucraina, anche in riferimento alla sicurezza energetica e cibernetica e alle misure predisposte dal governo in merito all’impatto delle sanzioni sul sistema sociale ed economico del Paese. Particolare attenzione anche alla evoluzione della crisi e al ruolo che l’Italia può svolgere nel quadro europeo e atlantico, nella consapevolezza della gravità della situazione”.

Una situazione grave, appunto. Che anche oggi sarà da monitorare nei suoi sviluppi.

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