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In Canada l’industria petrolifera si accorda per lo zero netto al 2050

canada oil sands

In Canada le aziende delle oil sands si sono impegnate ad azzerare le proprie emissioni nette utilizzando la cattura della CO2, l’idrogeno e il nucleare

L’industria canadese delle sabbie bituminose (oil sands), dalle quali si estrae un petrolio denso e viscoso, ha appoggiato un piano sulla cattura e lo stoccaggio del carbonio con l’intenzione di favorire una riduzione sostanziale delle emissioni nette entro il 2050. Quello delle oil sands è infatti una delle varietà di greggio più inquinanti, e gli investitori stanno chiedendo alle aziende del settore di sforzarsi per renderlo più ambientalmente sostenibile.

“OIL SANDS PATHWAYS TO NET ZERO”

All’iniziativa, chiamata Oil Sands Pathways to Net Zero, hanno preso parte cinque dei maggiori produttori petroliferi del Canada, che valgono assieme il 90 per cento della produzione nazionale di bitume. L’obiettivo è arrivare, entro il 2050, all’azzeramento netto delle emissioni dirette (legate cioè alle operazioni delle aziende) e indirette (legate all’energia acquistata da altre società).

Società come Suncor Energy, il più grande produttore di petrolio delle oil sands, avevano già pubblicato i propri piani per il raggiungimento delle zero emissioni nette nel lungo periodo. L’iniziativa però è stata giudicata interessante per la sua componente di collaborazione fra gli operatori del settore.

L’ABBANDONO DELLE OIL SANDS

L’industria delle oil sands ha un’intensità di carbonio particolarmente elevata per via dell’energia necessaria a estrarre il bitume dalle sabbie, scavando miniere a cielo aperto oppure iniettando vapore nel sottosuolo e facendo risalire gli idrocarburi.

Per questo motivo, negli ultimi anni molti importanti fondi internazionali, come il fondo sovrano norvegese o il fondo pensione dello stato di New York, hanno venduto i propri asset nelle oil sands o detto di volerlo fare. Lo stesso hanno fatto grandi compagnie petrolifere, come Equinor e Shell, per concentrarsi su risorse a minore intensità carbonica come il gas naturale.

CATTURA DEL CARBONIO, IDROGENO E NUCLEARE

La Oil Sands Pathways to Net Zero è sostenuta da Suncor Energy, Cenovus Energy, Canadian National Resources, Imperial Oil e MEG Energy. Uno dei progetti previsti riguarda la realizzazione di un oleodotto tra i due centri petroliferi di Fort McMurray e Cold Lake, nella provincia occidentale dell’Alberta, con un polo per la cattura e lo stoccaggio delle emissioni di carbonio. La tecnologia potrebbe permettere a queste società di proseguire con le loro attività senza ostacolare il raggiungimento degli obiettivi climatici nazionali, ma richiederà somme significative anche di denaro pubblico, scrive Bloomberg. La cattura del carbonio è infatti una tecnologia emergente e non si è ancora affermata da un punto di vista commerciale.

È previsto anche l’utilizzo dell’idrogeno come combustibile pulito per le operazioni nei siti estrattivi e dei reattori nucleari modulari.

GLI OBIETTIVI CLIMATICI DEL CANADA

Il primo ministro Justin Trudeau ha annunciato che il Canada ridurrà le proprie emissioni del 40-45 per cento rispetto ai livelli del 2005 entro il 2030. Lo ha fatto sia per adeguarsi ai nuovi target fissati dagli Stati Uniti e dai governi alleati come l’Unione europea e il Regno Unito, sia per migliorare la reputazione climatica del paese all’interno del G7: Ottawa è l’unico membro del gruppo le cui emissioni di gas serra sono aumentate dal 2015.